”I risultati delle analisi riscontrati da Goletta Verde -ha sottolineato Nino Morabito, presidente Legambiente Calabria- evidenziano una situazione pressoche’ stazionaria rispetto agli anni precedenti. A parte qualche variazione puntuale si puo’ dire che permane il generale forte deficit depurativo che denunciamo da anni. Infatti sono gravi le situazioni riscontrate su tutti i fiumi analizzati, che rappresentano una percentuale significativa, ma non esaustiva, dei corsi d’acqua calabresi. E’ soprattutto lungo i litorali di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria che la situazione delle foci e’ da codice rosso”. ”E tutto questo carico di inquinamento microbiologico si riversa direttamente in mare. Segno di interventi di depurazione molto carenti -continua Morabito- che richiedono la massima attenzione e iniziative non piu’ procrastinabili. Proprio su questo aspetto si gioca una delle scommesse sul futuro di questa Regione. Come se non bastasse l’inquinamento arriva in un territorio gia’ ingiuriato dal cemento abusivo in riva al mare. Alle parole devono seguire i fatti: chiediamo all’Amministrazione regionale di prendere una volta per tutte provvedimenti seri per risolvere i problemi della depurazione e dell’inquinamento dei fiumi e del cemento in riva al mare”. Altro capitolo e’ l’edilizia sulle coste. ”Se la purezza delle acque non rappresenta un problema quest’anno -ha aggiunto Nunzio Cirino Groccia, Segreteria nazionale Legambiente- lo stesso non si puo’ dire per le tante piaghe legate al cemento in riva al mare. Palafitta, Trenino, alberghi di Fiuzzi e Pennello sono solo alcuni degli ecomostri che continuano a fare bella mostra di se in riva al mare, in sfregio a qualsiasi ipotesi di utilizzo corretto dello straordinario patrimonio costiero calabrese. Insieme al cemento sulla spiaggia ci preoccupa l’elevato numero di infrazioni accertante contro l’ambiente marino e costiero. Vista la diffusione endemica del cemento lungo le spiagge e in attesa dei piani strutturali comunali, ci aspettiamo un segnale chiaro dalla Regione, attraverso l’approvazione di una moratoria sul cemento che vieti qualsiasi edificazione all’interno dei 700 metri dalla battigia”. (Adnkronos)




