Riceviamo e pubblichiamo
E’ sera.
Il cielo si incupisce e appare la notte, ogni cosa assume un aspetto nuovo e diverso.
La Città è magnifica e sembra preperarsi per una nuova e straordinaria festa, i negozi del centralissimo Corso Garibaldi, brillano di solitudine sotto le lucenti e colorate insegne luminose.
Le acque dello stretto si increspano e riverbera ogni cosa che si mostra alle sue sponde. Quanti artisti hanno dedicato i Loro lavori allo spettacolo della Città notturna e abili fotografi hanno ricavato meravigliose cartoline illustrate da riproduzioni di paesaggi cittadini visti al chiaro di luna.
A differenza della Città, la notte appare più nera nella campagna, e, specialmente quando non è rischiarata dalla luna, essa è cupa e paurosa. Le piante con i loro rami formano mille ombre strane, lo stesso brusio delle foglie diventa un suono sinistro e il rumore sommesso prodotto da qualche innocua bestiola, ci fa sussultare di paura.
Spesso si ode, lugubre e cupo, il verso della civetta o del gufo (* ancora, e per fortuna ) ed allora il cuore si riempie di turbamento e di tetra malinconia.
Si ha l’impressione che, dietro ogni cespo, siano nascosti nemici invisibili e misteriosi e vien fatto di pensare alle favole che udimmo da piccini, popolata da streghe maligne e da esseri malvagi. Diversa appare la campagna notturna, quando è avvolta nel chiarore lunare e in cielo brillano a miriadi le stelle. Il verso dei grilli nei prati s’ accompagna al glacidio delle rane negli acquitrini (* come sopra…!) Tutte le cose prendono un aspetto fantastico, quasi incantato, e una grande quiete regna dovunque. Eppure c’è sempre nell’aria un senso di mistero: forse sarà proprio quella quiete così intensa, quella pace immensa che ci fa sentire troppo soli e lontani dal mondo.
In Città invece, anche di notte, ci si sente più tranquilli, perché la luce brilla ovunque e le persone, dopo una faticosa giornata di lavoro ( beati Loro… ), amano passeggiare lentamente sul lungomare o sedersi al tavolino di qualche bar, cercando un pò di distrazione alla preoccupazioni giornaliere con gli occhi rivolti ai vivaci bambini.
Sembra ci si ritrovi come per un implicito rendez-vous.
Le serene conversazioni dei Nonni, si confondono con le vibranti e calde musicalità dei ritrovi a mare.
L’ incantevole visione dello stretto, Ti trasporta in un’altra dimensione e il turista non può che sedersi sulla panchina ad ammirare e fantasticare…
Il traffico intenso va scemando lasciando il posto ad un via vai lento e pacifico che, pur animato, infonde un senso di riposo e di distensione.
Giuseppe Daniele Canale




