
Il veliero dei delfini del Cts lascierà oggi la Calabria dopo aver sostato anche nel porto di Reggio. Nei giorni scorsi, durante la conferenza stampa a bordo dell’imbarcazione, il capo spedizione Marco Bonato ha illustrato la campagna di ricerca sui cetacei e sulla salute del mare avviata dal Centro Turistico Studentesco
e dal Ministero dell’Ambiente e della Difesa del Territorio e del Mare nel segno di una nuova sinergia di intenti che coniuga salvaguardia della natura, turismo sostenibile ed educazione ambientale. Plausi all’iniziativa di prevenzione e ricerca dalle autorità presenti il comandante della Guardia Costiera Rosario Barbera, l’assessore provinciale Giuseppe Neri, il dirigente di settore Umberto Sorrenti, il consigliere comunale Giuseppe Agliano.
L’imbarcazione salpata da Genova lo scorso 24 giugno, lambirà fino ad agosto diversi porti italiani, tra cui anche quelli calabresi di Scilla, Reggio Calabria e Tropea, di 7 regioni e 14 tra aree marine protette. Il veliero, parte integrante del progetto “Delfino costiero” e del programma nazionale per lo studio e la conservazione delle specie che il CTS porta avanti dal 2005, viaggia con a bordo uno staff di cetologi e biologi marini che raccolgono ed analizzano i dati relativi alla presenza di cetacei e allo stato di salute dei mari. Gli obiettivi della campagna sono quelli di monitorare i cetacei in mare aperto, stimolando un nuovo interesse nei confronti di questa straordinaria specie e individuando anche delle misure necessarie per la loro salvaguardia. Nuove occasioni per procedere alla foto-identificazione, lo strumento utilizzato dai ricercatori per studiare le diverse specie e i loro comportamenti. Interessanti osservazioni sono state condotte nell’area dello Stretto, sempre più rifuggita dai cetacei disturbati dal traffico nautico e commerciale e alla ricerca, specie nelle ore diurne, di acque più tranquille. Mentre i nostri mari si confermano popolati da stenelle e tursiopi, ancora nessun capodoglio è stato invece avvistato.
Il veliero inoltre si propone di individuare ed analizzare la biodiversità, allo scopo di tutelarla e da essa trarre le indicazioni circa lo stato di salute del mare e le possibili implicazioni nel complesso ecosistema del Mediterraneo. Entrate dal canale di Suez e dallo Stretto di Gibilterra, si legge in una nota stampa del CTS, le nuove specie aliene del pesce balestra, del pesce palla, dell’unicorno e di nuove varietà di barracuda e ricciola potrebbero modificare la biodiversità degli attuali ecosistemi con conseguenze dannose per l’ambiente. Inoltre l’inquinamento acustico, la pesca illegale, l’eccessivo riscaldamento dei fondali dovuti all’effetto serra stanno minacciando la salute del mare e la sopravvivenza di specie marine. Con il 42 %, il Mar Mediterraneo detiene il triste primato delle specie di squali e di razze a rischio di estinzione.Un sfida ardua, dunque quella del veliero dei dielfini che ha aderito al “Countdown 2010”, iniziativa dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) di bloccare, entro i prossimi due anni, l’impoverimento della ricchezza di vita sulla terra.




