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C'era una volta In Aspromonte

29 Luglio 2008
in Storie
Tempo di lettura: 5 minuti
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aspromonte_liberamente.jpg
di Gianluca Del Gaiso – C’era una volta in Aspromonte…No…anzi, no. Scusate. Così iniziano solo le favole. E questa ha sì tutti i contorni di una fiaba, ma è fatta anche di tanto sudore e fatica. E poi ci sono loro, i ragazzi che questa volta non la leggono la favola, ma ne sono protagonisti. Sono quelli che pagano, in euro, per lasciare un posto che non è loro, migliore di quello che è…

Nessun finanziamento esterno da enti o simili….Pazzi! Già…come tutti i sognatori…E allora, ricominciamo da dove eravamo…

Era il 9 dicembre del 1999 quando tre professori, Maurizio Marzolla, Florio Giuseppe Gioffrè e Carmelo Pinto, varcavano per la prima volta la base abbandonata USAFE di Monte Nardello. Nasceva l’associazione Aspromonte LiberaMente. Una scommessa sociale e ambientale per la formazione delle coscienze nel vissuto popolare del territorio. Un solo motto da sempre: “Questa terra è la nostra terra”. Lo stesso inno che troviamo in quella foto di tanti anni fa quando quel primo gruppo di ragazzi “invase” pacificamente la base americana abbandonata, ma abusivamente sigillata dal potere. I sognatori ne volevano fare un laboratorio ambientale. Oggi, di quel centro di telecomunicazioni militari, fondamentale nello scacchiere Mediterraneo, sono rimaste solo lamiere, ruggine e abbandono. Avevano ragione i sognatori. Ha vinto la politica del non fare. Ma il Sogno non è ancora sepolto. Qui, oggi come otto anni fa, si continua a pensare l’Aspromonte Liberamente.

base.jpg
Quando arriviamo, sono una cinquantina i ragazzi, dalla provincia reggina, ma anche dalla Spagna, dalla Lituania, dalla Palestina e chi più ne ha più ne metta, che sono al lavoro sotto il sole di questo luglio. Il campo base quest’anno, è un’altra delle incompiute finita nelle liste delle promesse mai mantenute da chi di turno. L’Ostello sotto la base, a pochi chilometri da Gambarie. La struttura è ancora lì. Dentro: ne acqua ne luce. Solo le mura che lì dove il lavoro dei ragazzi non è arrivato, segnano il passo a muffa e abbandono. Il tetto dell’Ostello, per dirne una su tutte, è privo di isolante. Semplice cemento che traspira inverni troppo freddi passati sotto la neve.

Si dorme in tenda da queste parti. La luce c’è grazie ad un gruppo elettrogeno. L’acqua, tra tubi sistemati intorno alla casa alla bell’e meglio, arriva grazie ad una cisterna mobile che va riempita costantemente.

Scendono le prime ombre della sera, la giornata è stata lunga. In squadre, i ragazzi si sono divisi i compiti tra il muro di cinta esterno, ora fatto di pietre a secco, e le stanze interne. Alcuni sono a lavoro tra porte e finestre da inventare. Altri invece sono fuori, scesi giù fino a Valle Scura per ripulire il sentiero aspromontano. Tutti, o quasi, adesso tornano alla base a raccogliersi attorno al cerchio di castagnole che delinea il fuoco di bivacco. È l’ora più bella da queste parti. Ieri, qualcuno dei più fortunati, racconta di aver visto così bene le isole oltre la Sicilia, da arrivare quasi a distinguere le case. Oggi si ritorna in quota.

In meno di dieci minuti il gruppo è pronto a partire. Prima tappa: la base abbandonata. Già, quel posto che poteva diventare qualcosa e che ora annuncia il suo stato di malato terminale, accogliendo i suoi visitatori, tra pezzi grossolani di lana di vetro ed ethernit. Sullo sfondo, i tre ripetitori. Dentro, qualcuno ha pensato bene di rivendersi anche il rame dei macchinari al mercato nero. Non è rimasto niente. Quelle quattro porte di una base che era stata pensata in tutto (chilometri di fili e tubi sotterranei passati per l’intero perimetro insieme ad una cisterna esterna, in modo da renderla completamente al riparo dal freddo e quindi indipendente) ora sono segnate dai pallettoni dei fucili liberi…

mucca.jpg

Ex territorio militare, ora “groppone” sulle spalle del Demanio, la base resta lì a sporcare l’Aspromonte aspettando chissà che…

Il viaggio continua lungo il sentiero che ci porta alla cima davanti Montalto. Lungo la strada, il caso vuole che incontriamo l’emblema del perché di una battaglia in difesa dell’Aspromonte. Una mucca, sta mangiando pezzi di cocomero recuperati dalla spazzatura abbandonata da qualche turista incivile della domenica. A pensare che il latte di quell’animale o la sua carne finisca in tavola, beh ci vuole poco. Ma è meglio non pensarci. Un’ora ancora di cammino e il gruppo arriva a quella che è stata ribattezzata piazza Nino Martino. Brigante d’Aspromonte, tra storia e leggenda.

Lo spettacolo non ha paragoni. Letteralmente al di sopra delle nuvole, a un tiro di schioppo dalla Piana e a un soffio dalla Croce del Redentore di Montalto. I ragazzi ritrovano ben presto le energie spese durante la giornata. Si scherza, qualcuno addirittura per la serata, propone la lavorazione del gin, con le bacche di ginepro raccolte tra i cespugli. E’ tempo di tornare all’Ostello.

La cena ha il ritmo dei brindisi, delle risate e del camino che scoppietta. È già tempo di riunione organizzativa per domani. C’è da stabilire i nuovi gruppi di lavoro. Quello che c’è da fare. Tanto….Ma è un campo autogestito e autofinanziato. Nessuno si tira indietro, ne per mole di lavoro, ne per fantasia e morale….Domani si ricomincia…a crederci!


(Guarda il video del campo cliccando
qui)

 

(Ndr: dopo il primo campo dell’Associazione realizzato con 80 ragazzi nel lontano 2000, fino ad oggi “Aspromonte LiberaMente” è sempre stata in prima linea nella difesa ambientale del territorio ma non solo. Diversi gli appuntamenti vissuti dai ragazzi negli anni successivi fino ad oggi che li hanno visti coinvolti e attivi in campi internazionali come ad esempio quello per i diritti umani, o contro la ‘ndrangheta. E poi protagonisti nella marcia della Pace, contro la realizzazione del Ponte, e in Val di Susa. Fondamentali poi nella loro formazione, le esperienze di gemellaggio con altre realtà extra nazionali. Ultima, solo in ordine temporale, quella che li ha visti in Svezia nell’ambito del progetto che vede coinvolti gli studenti di scuole superiori aderenti al progetto ALM….

…Un ringraziamento particolare a Maurizio e Maria)

tramonto.jpg

 

 

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