La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico di Antonello Venditti per il reato di diffamazione del cantante Rino Gaetano. Il cantautore romano era stato indagato in seguito ad una denuncia della sorella dell’artista morto il 2 giugno del 1981, dopo un incidente stradale. In particolare Venditti, in due interviste, una pubblicata su internet e una su un quotidiano della capitale, sostenne che Rino Gaetano faceva uso di cocaina. Le frasi sotto accusa erano state fatte all’indomani della messa in onda, l’11 e il 12 novembre scorso, di una serie tv sulla vita del suo collega, nato nel 1950 a Crotone. Secondo quanto scrive il pm Diana De Martino le frasi di Venditti non erano “finalizzate a sostenere che Gaetano fosse morto a seguito dell’assunzione di dosi eccessive di stupefacente, bensì a sottolinearne le gravi problematiche che lo affliggevano nell’ultimo periodo di vita in grado di sminuirne i livelli di attenzione e favorirne un incidente stradale”. E comunque: “Antonello Venditti ha più volte ribadito di essere stato uno dei più grandi amici di Rino Gaetano e di avere sofferto profondamente per la sua morte e di essere fortemente legato al suo ricordo, precisando che nel corso dell’intervista aveva inteso sottolineare come la vita del cantautore rappresentata nella fiction fosse distante dalla realtà”. Prosegue poi il magistrato: “In tale contesto aveva fatto un accenno – peraltro estremamente contenuto – sul vero problema che ne aveva condizionato l’esistenza, ovvero l’uso di cocaina, circostanza nota a parecchie persone dell’ambiente e pertanto anche a lui”. Inoltre Venditti “nel corso dell’interrogatorio ha anche ricordato come lui stesso avesse cercato di intervenire per ricondurre l’amico ad un diverso stile di vita e per allontanarlo dal giro di persone in cui era finito”. Alla luce di questi elementi è risultata “evidente l’assenza di ogni volontà denigratoria”.




