Riceviamo e pubblichiamo:
LETTERA APERTA AL SINDACO DI SAN LORENZO
Gentilissimo signor Sindaco, non sappiamo chi ha informato il cronista che ha scritto la nota sull’assemblea tenutasi l’altra sera nell’ex Chiesa ad iniziativa di Don Marco, parroco in quel di Marina di San Lorenzo, sul problema della carenza idrica, e pubblicata da un quotidiano locale, ma di sicuro non Le ha fornito un buon servizio perché minimizzando la protesta dei cittadini e facendo apparire che per poco Lei non è stato portato in trionfo rischia di non sollecitare gli interventi necessari a ripristinare una situazione di tranquillità.
Ed allora vediamo di riferire la verità dei fatti.
L’assemblea, organizzata con il tam tam ed il passa parola, ha registrato una presenza importante dei cittadini di Marina di San Lorenzo, che assieme ad una rappresentanza dei vacanzieri, hanno dato sfogo alla loro esasperazione per la mancanza di acqua che sta determinando gravi problemi in tutte le case e, purtroppo fughe ed abbandoni da parte di chi aveva deciso di trascorrere le proprie vacanze nella nota cittadina balneare della jonica grecanica, con grave danno, bisogna sottolinearlo, per la debole economia locale.
Nel corso dell’assemblea si è venuto a sapere che l’erogazione dell’acqua dal bacino dell’Amendolea al serbatoio di Marina di San Lorenzo, è stato ridotto dagli 11 litri al secondo degli anni passati agli attuali 3/5 litri sostanzialmente insufficienti a soddisfare la domanda di una popolazione che nei tre mesi estivi si triplica o addirittura si quadruplica. Ad una emergenza che è diventata acuta e che registra, nei piani alti della cittadina, l’assenza totale del fondamentale liquido, anche per poche ore, non si può rispondere con argomentazioni tecniche che lasciano il tempo che trovano. Anzi è inconcepibile quanto si è venuto a sapere nel corso dell’assemblea, e cioè che il nuovo acquedotto (di ben 600 metri cubi) che deve sostituire il vecchio di soli 60 mc, non è stato ancora allacciato alla rete idrica cittadina. Eppure esso è stato costruito da ben due anni.
La gente è quindi esasperata e ha minacciato il blocco della statale 106 o della stessa ferrovia se entro 48 ore non si risolve il problema. A Lei, Signor Sindaco, l’assemblea ha chiesto di farsi perdonare i ritardi accumulati nella gestione del problema, mettendosi alla testa della popolazione quando dai mugugni e dalle proteste verbali si dovesse passare ad iniziative di lotta più appariscenti, per poter attirare l’attenzione delle autorità superiori che, si spera, abbiano a cuore la difesa dell’ordine pubblico e la tranquillità delle proprie popolazioni. Si parla, ovviamente, di Regione e di Prefettura che non possono restare insensibili dinanzi al grave problema che sta facendo montare la rabbia degli interessati.
Lo si sa bene che i Sindaci non hanno grandi spazi di manovra, ma hanno o dovrebbero avere l’iniziativa per dirigere l’azione di pressione atta a determinare la soluzione del problema.
Lettera firmata da oltre 100 cittadini




