Riceviamo e pubblichiamo:
Fare del 19 luglio una “Giornata Nazionale” dedicata alle donne che operano nelle
Forze dell’Ordine e in quelle Armate. Questa la proposta che avanzano insieme la
Sezione Femminile dell’Associazione Culturale Anassilaos e l’Anassilaos Donna
attraverso Giovanna Melissari, Coordinatrice dell’Anassilaos Giovani e Vice
Responsabile dell’Anassilaos Donna. Il 19 luglio del 1992, rileva la Melissari, è la
data della strage di Via D’Amelio nella quale veniva ucciso Paolo Borsellino e
insieme a lui gli uomini della scorta, Agostino Catalano (caposcorta), Vincenzo Li
Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina. Tra essi, prima donna a far parte di una
scorta, Emanuela Loi che aveva 24 anni ed era nata nel 1967 a Sestu in Provincia di
Cagliari. A sedici anni di distanza da quei tragici eventi che hanno così duramente
colpito l’Italia, nel rendere omaggio a Borsellino e agli uomini della scorta,
riteniamo doveroso– scrive la Coordinatrice dell’Anassilaos Giovani- ricordare in
special modo la figura di Emanuela Loi, cui l’Anassilaos ha dedicato la propria
sezione femminile, perché ella ha dimostrato come la donna, anche in quelle attività
lavorative che fino a un paio di anni fa erano riservate agli uomini, abbia saputo
portare in dote la propria professionalità e una grande capacità di sacrificio,
senza venire meno a quelle che sono forse le doti più preziose delle donne, la
sensibilità e la disponibilità a coniugare famiglia e lavoro. Emanuela Loi era
solita dire, fin da quando era stata assegnata al servizio scorte di Palermo “So che
è pericoloso lavorare qui, ma faccio il mio mestiere". Non si era tirata in
dietro e non aveva accampato una presunta “fragilità femminile”. Era consapevole che
fare il poliziotto a Palermo era difficile e pericoloso. “Se ho scelto di fare la
poliziotta non posso tirarmi indietro. S
o benissimo che fare l’agente di polizia in questa città è più difficile che nelle
altre, ma a me piace”. La vediamo –nota Giovanna Melissari- nella sua divisa,
sorridente, ma dentro quel sorriso si celava una grande forza di carattere, quella
forza che la indusse ad accettare di far parte della scorta dell’uomo più famoso
d’Italia e, purtroppo, dopo l’assassinio di Giovanni Falcone, anche il più “a
rischio” ed esposto. Oggi le donne sono presenti nelle forze armate e nelle forze
dell’ordine e, in parte, lo devono a Lei. Il suo esempio vale per tutte noi quale
invito e monito a portare nella nostra attività, qualunque essa sia, impegno e
determinazione. A tutte le donne oggi impegnate nella Polizia di Stato, nei
Carabinieri e nelle Forze Armate, a preservare la legalità e la libertà dei cittadini
e, nelle missioni di pace del nostro Paese nel Mondo, a difendere popolazioni inermi,
la nostra gratitudine nel nome di Emanuela Loi con la proposta, che avanzeremo in
tutte le sedi, di fare del 19 luglio un “Giornata Nazionale” dedicata alle donne che
operano nelle Forze dell’Ordine e in quelle Armate.
Associazione Anassilaos
Fare del 19 luglio una “Giornata Nazionale” dedicata alle donne che operano nelle
Forze dell’Ordine e in quelle Armate. Questa la proposta che avanzano insieme la
Sezione Femminile dell’Associazione Culturale Anassilaos e l’Anassilaos Donna
attraverso Giovanna Melissari, Coordinatrice dell’Anassilaos Giovani e Vice
Responsabile dell’Anassilaos Donna. Il 19 luglio del 1992, rileva la Melissari, è la
data della strage di Via D’Amelio nella quale veniva ucciso Paolo Borsellino e
insieme a lui gli uomini della scorta, Agostino Catalano (caposcorta), Vincenzo Li
Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina. Tra essi, prima donna a far parte di una
scorta, Emanuela Loi che aveva 24 anni ed era nata nel 1967 a Sestu in Provincia di
Cagliari. A sedici anni di distanza da quei tragici eventi che hanno così duramente
colpito l’Italia, nel rendere omaggio a Borsellino e agli uomini della scorta,
riteniamo doveroso– scrive la Coordinatrice dell’Anassilaos Giovani- ricordare in
special modo la figura di Emanuela Loi, cui l’Anassilaos ha dedicato la propria
sezione femminile, perché ella ha dimostrato come la donna, anche in quelle attività
lavorative che fino a un paio di anni fa erano riservate agli uomini, abbia saputo
portare in dote la propria professionalità e una grande capacità di sacrificio,
senza venire meno a quelle che sono forse le doti più preziose delle donne, la
sensibilità e la disponibilità a coniugare famiglia e lavoro. Emanuela Loi era
solita dire, fin da quando era stata assegnata al servizio scorte di Palermo “So che
è pericoloso lavorare qui, ma faccio il mio mestiere". Non si era tirata in
dietro e non aveva accampato una presunta “fragilità femminile”. Era consapevole che
fare il poliziotto a Palermo era difficile e pericoloso. “Se ho scelto di fare la
poliziotta non posso tirarmi indietro. S
o benissimo che fare l’agente di polizia in questa città è più difficile che nelle
altre, ma a me piace”. La vediamo –nota Giovanna Melissari- nella sua divisa,
sorridente, ma dentro quel sorriso si celava una grande forza di carattere, quella
forza che la indusse ad accettare di far parte della scorta dell’uomo più famoso
d’Italia e, purtroppo, dopo l’assassinio di Giovanni Falcone, anche il più “a
rischio” ed esposto. Oggi le donne sono presenti nelle forze armate e nelle forze
dell’ordine e, in parte, lo devono a Lei. Il suo esempio vale per tutte noi quale
invito e monito a portare nella nostra attività, qualunque essa sia, impegno e
determinazione. A tutte le donne oggi impegnate nella Polizia di Stato, nei
Carabinieri e nelle Forze Armate, a preservare la legalità e la libertà dei cittadini
e, nelle missioni di pace del nostro Paese nel Mondo, a difendere popolazioni inermi,
la nostra gratitudine nel nome di Emanuela Loi con la proposta, che avanzeremo in
tutte le sedi, di fare del 19 luglio un “Giornata Nazionale” dedicata alle donne che
operano nelle Forze dell’Ordine e in quelle Armate.
Associazione Anassilaos




