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Reggio: Michele Raso lancia allarme su occupazioni abusive di alloggi

11 Luglio 2008
in CITTA
Tempo di lettura: 3 minuti
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Occupazione abusiva di alloggi del patrimonio comunale.  Forte allarme e grande preoccupazione vengono lanciati dall’assessore al ramo Michele Raso, che stigmatizza “la gravità della situazione che si sta registrando nella nostra città, fino all’ultimo sgradevole episodio accaduto ieri mattina. Al rione Marconi si è, infatti, reso necessario l’intervento delle forze di polizia per ristabilire l’ordine ed evitare una nuova prevaricazione dei diritti dei cittadini.  Il fatto è accaduto al momento della consegna dell’abitazione ad una cittadina che ne aveva diritto. Non è stato sufficiente l’intervento dello stesso presidente della circoscrizione Eraclini per dissuadere una famiglia rom dal tentativo di introdursi illecitamente nell’abitazione, a dispetto della presenza della legittima assegnataria. Per fortuna, la vicenda si è conclusa nel migliore dei modi. Il problema, però – come denuncia Michele Raso – rimane, ed ha ormai superato oltremodo i livelli di guardia. Basti pensare, che secondo i controlli effettuati è cresciuto esponenzialmente il numero di coloro che prepotentemente occupano gli immobili pubblici, impedendo di avere una casa a chi legittimamente ne ha titolo. I numeri parlano da soli, e stando alle denuncie ed al protrarsi dei controlli -come spiega ancora l’esponente della Giunta municipale – sono in aumento costante:gli abusivi sono cinquanta in via Esperia, una decina a Gallico, circa sei al rione Marconi, un paio in via Madonna di Fatima, uno a San Brunello, due a Tremulini, una decina ad Arghillà, due a Trunca”.

Insomma, “negli immobili di quasi tutto il territorio comunale si verifica questo enorme problema d’illegalità che impedisce perfino all’Amministrazione di svolgere il proprio compito, nonostante gli interventi tempestivi dei vigili urbani e gli sgomberi. Non è più pensabile – sottolinea Michele Raso – che la prepotenza e l’arroganza di alcuni impedisca ai cittadini onesti di ottenere quanto è loro diritto”. Per questi motivi, l’assessore Raso, dopo aver discusso approfonditamente dell’urgente questione  con il sindaco Giuseppe Scopelliti, ha concordato di chiedere formalmente un incontro  al prefetto “affinché venga esercitata un’azione immediata che consenta al Comune di rientrare nel legittimo possesso degli immobili per accelerare le procedure di assegnazione a quanti iscritti in graduatoria”.

Sul caso, altrettanto spinoso, di via Esperia, Michele Raso, in particolare, rimarca “l’assurda situazione che, a causa dell’occupazione abusiva di stabili dichiarati inagibili, impedisce al Comune di espletare i lavori, peraltro già appaltati, per la riqualificazione degli alloggi. E’ impensabile – evidenzia ancora Raso – che in una città civile e moderna come la nostra intende essere, la mancanza di buon senso e di rispetto delle regole  impedisca all’Ente comunale di porre fine ad una situazione di pericolo e degrado, consentendo anche a quei cittadini che necessitano dell’abitazione di ottenerla”.

“Allarme e protesta anche sulle vicende relative al patrimonio edilizio dell’Aterp”. Come spiega Raso, preannunciando una segnalazione alla Procura della Repubblica,” l’Ente subisce silentemente occupazioni abusive che impediscono di fornire le case ai cittadini. Non si capisce perché – dichiara Michele Raso – l’Aterp non tenti di sbloccare la situazione, così come sta facendo il Comune, in modo che il sindaco possa effettuare nuove assegnazioni di case”.

Infine l’assessore comunale al patrimonio edilizio, ristabilisce nuovamente la verità sulla vicenda delocation rom, rivolgendo anche un invito al presidente dell’opera nomadi, Giacomo Marino, “per una più fattiva collaborazione nell’interesse degli stessi rom verso i quali l’Amministrazione ha profuso ogni sforzo per la loro piena integrazione  nel tessuto cittadino”. Raso, ancora una volta precisa, quindi, che “sono soltanto venticinque le famiglie rom inviate dal Comune ad Arghillà e che vie è una lettera del sindaco Scopelliti all’Aterp con la quale viene chiesto espressamente il blocco delle assegnazioni delle case di Arghillà ai nomadi vincitori di bando. Non si comprende perché e nell’interesse di chi, afferma ancora Raso, ci sia chi tenta di strumentalizzare e falsare i fatti”. 

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