La prima sezione del Tribunale di Catania, a conclusione di un processo durato 12 anni, ha disposto il non doversi procedere per sopravvenuta prescrizione nei confronti dell’imprenditore Giovanni Cannizzo, accusato di avere riciclato circa 800 milioni di euro per conto della cosca Santapaola. Il pm Antonino Fanara ne aveva chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per concorso esterno all’associazione mafiosa e l’assoluzione per prescrizione per il reato di riciclaggio. La difesa, rappresentata dall’avvocato Paolo Ventorino, aveva chiesto l’assoluzione e in subordine la prescrizione per entrambi i capi d’accusa. Cannizzo fu arrestato dalla guardia di finanza il 20 febbraio del 1995 nell’ambito dell’inchiesta ‘Forziere’ alla quale collaboro’, alla ricerca di conti bancari di Cosa nostra in Svizzera, pure il magistrato elvetico Carla del Ponte. Di Giovanni Cannizzo si occuparono anche Amnesty international e la Corte europea per il lungo periodo di detenzione cautelare al quale fu sottoposto: fu scarcerato il 24 maggio del 1996, dopo 14 mesi di passati in carcere. Cannizzo ha accolto ”con serenita’ la sentenza alla quale . ha osservato – si e’ arrivati soltanto a causa della lunghezza dei procedimenti penali, altrimenti – ha concluso – il Tribunale mi avrebbe assolto. (ANSA)




