Sara’ il Tribunale della liberta’ di Catanzaro a decidere contro il decreto di perquisizione e sequestro di materiale nei confronti di Antonio Saladino, uno dei principali indagati dell’inchiesta Why Not. A deciderlo e’ stata la Corte di Cassazione, che ha disposto la trasmissione degli atti ai giudici del riesame del capoluogo calabrese. Il ricorso in Cassazione era stato presentato nel febbraio scorso dall’avvocato Francesco Gambardella, difensore di Antonio Saladino, secondo il quale non sussiste il reato di corruzione elettorale in quanto all’epoca dei fatti, e cioe’ durante la campagna elettorale per le regionali del 2005, il Presidente della Regione, Agazio Loiero, anch’egli indagato nell’inchiesta Why Not, non era pubblico ufficiale. Le perquisizioni ed i sequestri di materiale, furono disposte dai magistrati della Procura Generale di Catanzaro, e oltre a Saladino riguardarono anche il Presidente Loiero ed alcune sedi di Obiettivo Lavoro e della Compagnia delle Opere della Calabria. La trasmissione degli atti al Tribunale della liberta’ e’ finalizzata a fare in modo che venga valutata nel merito la tesi dei difensori di Saladino secondo i quali non ci sarebbero gli elementi che dimostrino il reato corruzione elettorale.(ANSA).




