Alcuni magistrati di Reggio Calabria sarebbero in pericolo di vita. Lo ha rivelato il collaboratore di giustizia Giacomo Lauro, sentito questa mattina nel processo Missing a Cosenza che vede alla sbarra una sessantina di indagati per la guerra di mafia che ha investito la citta’ di Cosenza tra la fine degli anni ’70 e gli anni’80. Nel corso dell’udienza in cui Lauro ha ripercorso i rapporti tra le cosche cosentine e quelle reggine e in particolare il coinvolgimento degli ‘ndranghetisti bruzi nell’omicidio di Giuseppe Geria, ha aggiunto che secondo le sue conoscenze dopo la cattura del boss Pasquale Condello la criminalita’ reggina e’ retta dal cugino latitante Domenico che gestisce le estorsioni e i traffici illeciti insieme alla famiglia De Stefano. Poi ha invitato il pm antimafia Mario Spagnuolo a sentirlo perche’ ritiene che cosi’ ”si possono salvare le vite di alcuni magistrati che lavorano bene”. Giacomo Lauro e’ uno dei primi collaboratori di giustizia della ‘ndrangheta reggina e in passato ha fornito molti elementi utili agli inquirenti. Si e’ pentito nel 1994 ma attualmente non vive piu’ in regime di protezione. (Adn)




