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ANAAO-ASSOMED: Fondazione Campanella finanziata "a prescindere"

3 Luglio 2008
in CITTA
Tempo di lettura: 4 minuti
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Dal Sindacato ANAAO-ASSOMED, sindacato dei Medici Dirigenti riceviamo e pubblichiamo:

Di fronte al preannunciato finanziamento a favore della Fondazione “T. Campanella, per l’anno 2008, della solita entità di 50 milioni di euro e che costituisce l’ unico caso al mondo in cui un’Azienda viene finanziata “a prescindere”, cioè senza tenere in alcun conto il rapporto costi di produzione/fatturato riportiamo, di seguito, i testuali rilievi contenuti nella relazione Riccio riguardo la Fondazione di che trattasi.

Nel capitolo denominato “Gestione e legalità”, a pag. 42, si legge:

“…I rapporti tra l’Azienda Ospedaliera Mater Domini e l’Università sono ulteriormente complicati dalla presenza, all’interno della struttura aziendale, della Fondazione Tommaso Campanella, secondo quanto stabilito dalla Delibera Regionale 25 ottobre 2004 n. 798. Si tratta di una Fondazione di diritto privato costituita dalla Regione e dall’Università che riceve finanziamenti pubblici regionali non correlati alle prestazioni rese al servizio sanitario regionale (a termini di Statuto, la cifra ammonta a Euro 50 milioni annui) ed i cui bilanci, peraltro, mostrano limiti sul piano della chiarezza e della correttezza amministrativa …”.

mentre a pag. 64-65 si legge:

“L’esame condotto dalla Commissione si è indirizzato anche alla Fondazione Tommaso Campanella, soggetto privato che riceve finanziamenti pubblici dalla Regione Calabria, definito centro di eccellenza oncologica. In ordine a tale fondazione sono sorti taluni dubbi in capo alla Commissione circa le modalità di effettuazione dei controlli sulla spesa di denaro pubblico, l’effettivo livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni oncologiche offerte, la sussistenza di una rete oncologica, ovvero di un collegamento istituzionalizzato con altre strutture pubbliche che erogano le medesime prestazioni, ed infine circa le collaborazioni internazionali che, nella sua veste di centro di riferimento regionale che ambisce a divenire IRCCS, l’ente intrattiene con analoghi centri di ricerca e cura di carattere scientifico esteri. Proprio con riferimento alle collaborazioni internazionali, nonostante le ripetute e precise richieste, poco significativi sono risultati i dati trasmessi, consistenti unicamente in un elenco di istituzioni o professionisti con relativi numeri di telefono, senza indicazione alcuna circa le sperimentazioni nazionali ed internazionali alle quali partecipa la Fondazione.
Peraltro, tutte le informazioni provenienti dalla Direzione della Tommaso Campanella sono apparse alla Commissione insufficienti ed elusive.
Per quanto riguarda, inoltre, l’aspetto prettamente sanitario, è stato riferito dalla dirigenza dell’azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio-De Lellis, nonché dal primario del reparto di oncologia, che non esiste alcun tipo di rapporto, né istituzionale, né sul piano personale o meramente professionale, tra i medici che operano all’interno della Fondazione e quelli che operano all’interno del Ciaccio-De Lellis, altro polo oncologico della città di Catanzaro, nonché punto di riferimento a livello regionale sia per le malattie oncologiche che per la diagnostica di laboratorio e radiologica.
Alla luce di quanto sin qui riferito, se pare assolutamente plausibile affermare che in Calabria manca una rete oncologica, deve anche evidenziarsi l’assenza di qualsivoglia forma di collaborazione tra i due maggiori centri operanti nel settore i quali, peraltro, insistono sulla stessa città. Questo fatto è sicuramente fonte di confusione e di disagio in pazienti e familiari di pazienti, che sono psicologicamente in una situazione estremamente delicata e potrebbe essere annoverata tra le cause della mobilità esterna della Regione Calabria per le patologie oncologiche.”

Ricordiamo che tale relazione è il documento finale della Commissione d’inchiesta istituita con decreto del Ministro della Salute, in data 21 Dicembre 2007, in conseguenza dello stato di emergenza socio-economico-sanitaria del territorio della Regione Calabria dichiarato con DPCM 11 Dicembre 2007.

Ci sembra che i rilievi sopra citati siano più che esaustivi affinché la Regione compia una seria riflessione complessiva, ancor prima dell’elargizione ad occhi chiusi del finanziamento di 50 milioni di euro, sulla Fondazione “T. Campanella”, sul modo di finanziamento, sull’importo elargito, sulla mancanza di qualsivoglia controllo sulla spesa del denaro pubblico, sulla scarsa chiarezza e correttezza amministrativa, sul rapporto cost/produttività degli organismi gestionali, sull’inestricabile groviglio di rapporti economici e finanziari con l’Azienda “Mater Domini”, sul notevole decremento della produttività rispetto all’anno 2006, sulla qualità e quantità dell’assistenza, sull’assenza di rapporti tra i due poli oncologici della città di Catanzaro, sulle famose collaborazioni internazionali di cui nemmeno la Commissione d’inchiesta è riuscita ad avere dati significativi.

Inoltre, l’elargizione di 50 milioni ad occhi chiusi non permette di vedere che il fatturato per l’anno 2007  ha un decremento di circa il 40% rispetto all’anno precedente (16 milioni nel 2006, 10 milioni nel 2007); ancora, ci sembra superfluo sottolineare che i 50 milioni di euro non vengono presi dal pozzo di San Patrizio bensì dal già precario fondo sanitario regionale con l’ulteriore risultato di depauperare ancor di più i finanziamenti delle altre Aziende, il che induce a pensare ad un pesante quanto immotivato favoreggiamento nei confronti della Fondazione a danno del resto del servizio sanitario regionale.

Infine, chiediamo di conoscere il numero di codice con il quale è registrata la Fondazione al Ministero della Salute per chiarire le ombre presenti anche su tale aspetto, che, se non chiarito è certamente di interesse dell’Autorità giudiziaria insieme agli altri aspetti già citati, ferme restando le responsabilità anche dei dirigenti dei vari Assessorati competenti oltre che quelle degli amministratori politici.

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