Riceviamo e pubblichiamo:
Tra le tante funzioni e doveri degli operatori sanitari pubblici presso le aziende ospedaliere sia pubbliche che private, primaria importanza riveste la doverosa erogazione dei servizi atti a salvaguardare la pubblica sanità. Ogni mancanza in tal senso, non ha giustificazione alcuna. La figura istituzionale, che detiene il compito impotantissimo di assumere tutte le iniziative ed a mettere in atto ogni azione volta a salvaguardare la sanità pubblica, è quella del Direttore Generale. Il modo in cui si amministra attualmente la sanità pubblica può essere solo il frutto di una o più menti che non hanno il minimo senso di responsabilità. La regia è affidata a uomini in giacca e cravatta in preda ad un chiaro delirio di onnipotenza. Premesso ciò, desidero manifestare tutta la mia irritazione -eufemisticamente parlando – in relazione a quanto è oggi accaduto e che voglio rendere pubblico. Il fatto. Ero in compagnia di mio Padre ( paziente oncologico 77enne ) che doveva essere visitato. Insieme a noi altre persone nella nostra identica situazione. Purtroppo siamo rimasti vittima dell’ ennesima dimostrazione di una "cattiva" gestione della sanità pubblica con il "disservizio" di navetta appositamente istituito all’ospedale cittadino di Reggio Calabria per consentire alle persone anziane o impossibilitate per ragione di salute, di evitare la lunga e faticosa salita ( con una temperatura di 35 gradi e un tasso di umidità superiore al 50% ) che divide la perimetrazione del nosocomio dall’entrata principale. Abbiamo atteso invano e a lungo, ma nonostante le ripetute sollecitazioni la navetta non è mai arrivata. Alla fine ci siamo dovuti arrangiare con le nostre forze senza che nessuno si preoccupasse di noi tranne il custode situato all’ entrata del nosocomio, testimone di quanto accaduto. Eppure il servizio c’è e dovrebbe essere garantito. A chi di dovere, per concludere, le relative considerazioni e soprattutto, i relativi provvedimenti, affinché non si ripeta un simile e grave "disservizio". Qualora non dovessimo vedere, come è putroppo costume, la minima, concreta risposta, alla "mia" richiesta, il Direttore Generale sarà l’ imputato e, suo malgrado, si sarà dimostrato persona poco previdente, visto che, si sa, "prevenire è meglio che curare".
Giuseppe Daniele Canale Consigliere CDC Sesta Circoscrizione, Sbarre
Tra le tante funzioni e doveri degli operatori sanitari pubblici presso le aziende ospedaliere sia pubbliche che private, primaria importanza riveste la doverosa erogazione dei servizi atti a salvaguardare la pubblica sanità. Ogni mancanza in tal senso, non ha giustificazione alcuna. La figura istituzionale, che detiene il compito impotantissimo di assumere tutte le iniziative ed a mettere in atto ogni azione volta a salvaguardare la sanità pubblica, è quella del Direttore Generale. Il modo in cui si amministra attualmente la sanità pubblica può essere solo il frutto di una o più menti che non hanno il minimo senso di responsabilità. La regia è affidata a uomini in giacca e cravatta in preda ad un chiaro delirio di onnipotenza. Premesso ciò, desidero manifestare tutta la mia irritazione -eufemisticamente parlando – in relazione a quanto è oggi accaduto e che voglio rendere pubblico. Il fatto. Ero in compagnia di mio Padre ( paziente oncologico 77enne ) che doveva essere visitato. Insieme a noi altre persone nella nostra identica situazione. Purtroppo siamo rimasti vittima dell’ ennesima dimostrazione di una "cattiva" gestione della sanità pubblica con il "disservizio" di navetta appositamente istituito all’ospedale cittadino di Reggio Calabria per consentire alle persone anziane o impossibilitate per ragione di salute, di evitare la lunga e faticosa salita ( con una temperatura di 35 gradi e un tasso di umidità superiore al 50% ) che divide la perimetrazione del nosocomio dall’entrata principale. Abbiamo atteso invano e a lungo, ma nonostante le ripetute sollecitazioni la navetta non è mai arrivata. Alla fine ci siamo dovuti arrangiare con le nostre forze senza che nessuno si preoccupasse di noi tranne il custode situato all’ entrata del nosocomio, testimone di quanto accaduto. Eppure il servizio c’è e dovrebbe essere garantito. A chi di dovere, per concludere, le relative considerazioni e soprattutto, i relativi provvedimenti, affinché non si ripeta un simile e grave "disservizio". Qualora non dovessimo vedere, come è putroppo costume, la minima, concreta risposta, alla "mia" richiesta, il Direttore Generale sarà l’ imputato e, suo malgrado, si sarà dimostrato persona poco previdente, visto che, si sa, "prevenire è meglio che curare".
Giuseppe Daniele Canale Consigliere CDC Sesta Circoscrizione, Sbarre




