Riceviamo e pubblichiamo
C’era da aspettarselo e comunque, noi, lo avevamo detto; dopo un anno di amministrazione tutto procede nel segno della continuità. Sbarre, come è già accaduto in passato, finito lo stato di esaltazione dovuto alla campagna elettorale è tornata ad essere ciò in cui è stata trasformata da qualche anno a questa parte: un quartiere ponte tra la zona sud della città e il centro. Potrebbe essere interessante sapere se e come è cambiata l’economia del quartiere dall’introduzione provvisoria del senso unico e quali ricadute sociali ci sono state come conseguenza.
Le promesse elettorali dissolte come nebbia al sole. Altro che rinnovato interesse, altro che interventi di riqualificazione, neanche il minimo indispensabile. Una inaugurazione ogni tanto, qualche notte più o meno bianca, giusto per farsi vedere in giro. Basta, invece, guardare come sono ridotte le esigue zone a verde attrezzato del rione Marconi o di via delle Vittorie, la rotatoria sul Viale Europa adibita ad area per cani, sporca e con il continuo rischio di incidenti a causa dei padroni che parcheggiano come meglio aggrada. Che dire poi della via Cantaffio, simile ad una strada di Beirut asfaltata dopo un bombardamento, o della sede della Circoscrizione che aspetta ancora di essere ultimata. E potremmo ricordare la Biblioteca, sconosciuta alla maggior parte dei cittadini del quartiere e non per colpa di chi ci lavora. O l’area dell’ex rione Ceci che potrebbe essere trasformata in una grande risorsa per tutto il quartiere. Ma basta guardare l’ultimo piano triennale delle opere pubbliche e vedere quanto Sbarre sia tenuta in considerazione dalla maggioranza di centro destra. Le mamme che hanno bambini sotto i tre anni possono stare tranquille, la costruzione di un asilo nido è sempre prevista, come negli anni scorsi; un giorno capiterà che si costruisca veramente. Certo, la Circoscrizione non ha deleghe, non ha poteri, ma potrebbe fare sentire la sua voce oltre che per lodare eccessivamente chi non fa altro che il proprio dovere, anche per difendere gli interessi dei cittadini nei confronti di una amministrazione comunale che non ha i soldi neanche per fornire i Consiglieri di Circoscrizione dei tesserini di riconoscimento (si tratterebbe di spendere qualche centinaio di euro). Ci sono zone importanti del quartiere i cui abitanti per accedere ad una linea di trasporto pubblico sono costretti a fare a piedi 700-800 metri: niente male per una (autoproclamata) città turistica che dice di volere stare in Europa. Ma noi siamo comunisti, e abbiamo una visione vecchia del mondo e dei diritti.
Pasquale Neri
Capogruppo PdCI
VI Circoscrizione – Sbarre




