In 1.300, tra militanti e dirigenti del Pdci, si sono auto sospesi dal partito in Calabria. A scegliere la strada dell’auto sospensione – ha affermato l’ex parlamentare Fernando Pignataro a margine di una manifestazione a Cosenza – e’ stata tutta la federazione di Vibo Valentia, tranne una sezione, piu’ della meta’ di quella di Catanzaro, i 250 della federazione di Crotone, molte sezioni di Cosenza e della provincia e alcune importanti realta’ della provincia di Reggio Calabria. ”Non condividiamo piu’ la linea nazionale – ha sostenuto l’ex deputato – di un partito sempre piu’ estremista e massimalista che e’ passato da una vocazione di governo e di linea politica di unita’ della sinistra ad una vocazione extraparlamentare. Possiamo dare nome, cognome e numero di tessera di tutti i compagni che oggi si autosospendono”. Pignataro ha parlato di ‘problemi di agibilita’ democratica per un regolamento congressuale che tenta di escludere qualsiasi garanzia per le opposizioni interne” e di segreteria regionale ”emblema del conflitto di interessi”. ”Noi siamo autosospesi – ha concluso Pignataro – e Oliviero Diliberto e’ ancora il nostro segretario. Non ce ne siamo andati. Certo da un segretario nazionale ci saremmo aspettati maggiore rispetto e cautela”. (Agi)




