In realtà, infatti, la discussione ha ben presto abbandonato il clima di collegialità. A scatenare l’inferno, in particolare, è stato proprio il sindaco, Giuseppe Scopelliti, che, nel proprio intervento, ha usato parole
molto dure; Azienda sanitaria provinciale, Regione Calabria, nessuno si salva dalla mannaia del primo cittadino:
“Tempo fa – afferma Scopelliti – l’assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro, quantificò il deficit regionale sanitario in 600 milioni di euro, cifra rivelatasi assolutamente errata dopo le parole del commissario dell’Asp di Reggio Calabria, il generale Cetola, che ha invece quantificato i debiti della sola Azienda reggina in 500 milioni di euro”. I numeri citati da Scopelliti fanno sobbalzare sulla sedia il consigliere
Bruno Ferraro che rincara la dose: “
Stiamo parlando di un’azienda che in soli tre mesi ha speso circa 250 mila euro in consulenze”. Il consigliere Ferraro si riferisce all’anno 2006 quando l’allora direttore generale dell’Azienda,
Lidia D’Alessio, affidò alcune consulenze a studi legali e docenti universitari di altre città: una situazione che ha portato lo stesso Ferraro, che è anche segretario provinciale della Fials, a presentare, alcuni mesi fa, una denuncia presso la Corte dei Conti. Insomma,
“i consulenti pagati quanto Ronaldo”, parole di Scopelliti, innescano una polemica che investe, come un treno in corsa, anche i vertici della politica regionale: “
Qui c’è abbastanza per commissariare l’assessorato regionale alla Salute – afferma Scopelliti -, perché per cambiare la Sanità calabrese occorrono interventi strutturali, occorre recidere con la scure i rami secchi”. Un pensiero, quest’ultimo, condiviso da tutto il Partito Democratico, con il consigliere Seby Romeo che, oltre a invocare “interventi di ampio respiro”, chiede che “il sindaco si rapporti con il
Ministro dell’Interno, Maroni, dato che l’Asp reggina è stata sciolta e
commissariata dal Consiglio dei Ministri, per
infiltrazioni mafiose, proprio su proposta del Ministero dell’Interno”.
Alla fine, però, non senza patemi, l’ordine del giorno passa. Un ordine del giorno, con cui il Civico Consesso, oltre che fornire solidarietà al personale che opera all’interno della struttura, si impegna a promuovere iniziative, sia sul piano culturale che su quello economico, finalizzate ad accrescere la sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle problematiche della malattia terminale e sollecita, inoltre, l’Asp a dare seguito in tempi rapidi alla convenzione sottoscritta, valutando, infine, la possibilità di prevedere per il futuro nel proprio Bilancio un capitolo finalizzato ad assicurare risorse economiche e strategie amministrative verso le attività assistenziali quali quelle prestate dall’Hospice “Via delle Stelle”.
La discussione sulla proposta parallela, firmata da consiglieri di centrodestra e centrosinistra, con cui viene chiesta, al presidente Chizzoniti, la convocazione di un Consiglio Comunale aperto con i vertici della sanità locale e regionale, slitta invece alla prossima seduta: quella del 3 luglio.