L’ex ministro dei trasporti dovrebbe sapere che talvolta il silenzio è d’oro, specie quando non si ha alcun titolo per parlare rispetto a vicende come quella del PdCI su cui invece interviene per tentare di ingerirsi in situazioni che non lo riguardano e da cui dovrebbe stare ben lontano, visto che tre mesi fa ha deciso in piena campagna elettorale di schierarsi pubblicamente con il Partito Democratico, compiendo una giravolta politica che lo colloca nella schiera dei voltagabbana privi di dignità e di decoro.
Per questo è sorprendente l’impudenza dell’ex ministro dei trasporti che richiama addirittura alla necessità di un “profilo etico della pratica politica”. E’ davvero incredibile tutto questo. Evidentemente le parole non hanno più senso se addirittura un voltagabbana come l’ex ministro dei trasporti arriva ad usare, come se nulla fosse, la categoria dell’etica dopo che ha compiuto un’invereconda giravolta trasformistica degna dei personaggi politici più squalificati.
Una squallida operazione trasformistica che l’ex ministro dei trasporti, infliggendo un pugnalata alle spalle del PdCI nel momento più delicato, ha compiuto quando ha capito che nel PdCI non c’era più nulla da spolpare, che la festa era finita e che occorreva una nuova collocazione nel PD per poter sperare in qualche futuro incarico.
I comunisti calabresi hanno capito presto e per tempo che razza di personaggio fosse l’ex ministro dei trasporti, approvando a larghissima maggioranza nel congresso regionale una mozione di sfiducia politica nei suoi confronti.
Avevamo visto bene, considerata la conclusione ingloriosa della sua esperienza di governo di cui non resterà traccia e di cui non si ricorderà nessuno se non per il fatto che l’ex ministro dei trasporti è stato capace di collezionare un record che difficilmente sarà battuto: per due anni è stato sempre ultimo, cioè maglia nera nella graduatoria di popolarità dei ministri del governo Prodi.
Non si capisce dunque di cosa parli questo personaggio che nelle condizioni più favorevoli non è riuscito neppure a raggiungere l’elezione al Senato, sprecando un’occasione irripetibile che sicuramente con altre candidature si sarebbe potuta ottenere facilmente.
Non gli è bastato aver collezionato rovesci e fallimenti di tutti i generi e di essere uscito con le ossa rotte e con un giudizio pesantemente negativo sulla sua esperienza governativa.
Per costui è come se non fosse accaduto nulla, ma la gente in Calabria lo ha capito bene e soprattutto lo hanno capito i comunisti e le comuniste della Calabria.
E non cambierà la realtà del Partito calabrese neanche l’uscita estemporanea e spregiudicata dell’ex ministro dei trasporti che guarda caso cerca di dare soccorso all’infima minoranza di quelli che avevano votato contro la mozione di sfiducia al congresso regionale e che non si rassegnano al fatto di non rappresentare neppure il 10 %.
Sotto questo aspetto giova ricordare che è una sparuta minoranza quella che si è raccolta oggi a Cosenza e non rappresenta certo le cinque federazioni calabresi come in modo menzognero viene comunicato alla stampa. Sono gli stessi che sono stati sonoramente sconfitti al Congresso Regionale del Partito e che non accettano le regole della democrazia, sfuggono dal confronto e scappano dal Congresso perché non hanno né gli argomenti politici né la forza dei numeri e pensano con l’agitazionismo calunnioso e diffamatorio di sostituire la mancanza clamorosa di consensi e di fiducia. Una crisi di fiducia che li ha colpiti al punto da raggiungere l’apice solo pochi mesi fa quando oltre il 90 % del Comitato Regionale ha deciso di bocciare l’ex parlamentare Pignataro e di non ricandidarlo alle elezioni politiche.
Stiano, quindi, certi l’ex ministro dei trasporti e i suoi accoliti: nonostante i guasti creati da lui e dai suoi compagni di cordata saremo in grado di riprendere con più forza di prima il nostro cammino e saremo capaci di riconquistare i consensi che la loro azione perniciosa ci hanno fatto perdere in Calabria.
LA SEGRETERIA REGIONALE DEL PdCI CALABRIA




