E’ stato tratto in arresto lo scorso sabato dalla Mobile reggina diretta da Renato Cortese , a conclusione di serrate indagini condotte dalla Sezione “Catturandi” guidata da Fabio Catalano, Giovanni Barchetta classe 1981, residente nel quartiere Cep di Archi. Il giovane, celibe e con precedenti di polizia per spaccio di stupefacenti, furto e porto abusivo di armi era irreperibile dal 31 gennaio scorso data in cui si era sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa qualche giorno prima dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria Filippo Leonardo, su richiesta del pm Giovanni Musarò, della Procura della Repubblica reggina. L’ordinanza era stata emessa a carico di 12 soggetti, tutti responsabili di “associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e cessione di sostanza stupefacenti di varia tipologia” nell’ambito dell’operazione “Energia”. Barchetta, figlio di Andrea, classe ’59, affiliato al clan De Stefano, e’ fratello di Giuseppe, ucciso da ignoti la sera del 9 febbraio 2006 ad Arghillà. Il latitante è stato rintracciato all’interno dell’appartamento, di proprietà di Laura De Pietro, di anni 65, presente al momento dell’irruzione, assieme a Valentina Tripodi, di anni 28, fidanzata del catturando. Movimentate le fasi della cattura. Durante l’irruzione degli agenti, Barchetta ha tentato la fuga scavalcando la finestra che conduce su un ampio terrazzo adiacente ma è stato prontamente individuato, bloccato e tratto in arresto dagli uomini della mobile. Dopo le formalità di rito, l’arrestato è stato portato presso la Casa circondariale di Reggio Calabria. Le due donne sono state invece deferite, in stato di libertà, per il reato di favoreggiamento.




