Dall’associazione Amica riceviamo e pubblichiamo
L’associazione AMICA, un’associazione di medici di Continuità assistenziale, e la categoria tutta, sono preoccupate per quanto sta avvenendo negli ultimi tempi nella nostra Regione e nella provincia di Reggio Calabria in particolare. Da decenni non vengono garantiti i turnover nella Medicina Generale, non viene valorizzato l’impegno dei “giovani medici” che operano nella Continuità Assistenziale, (che oggi sono quasi tutti alle soglie dei cinquant’anni), e che hanno visto cancrenizzarsi la propria precarietà per questo ritardo di rinnovamento. Attualmente poi sembra che il risparmio nella Sanità passa solo attraverso la chiusura delle postazioni di “guardia medica”, unico ponte di unione nell’emergenza del cittadino nelle ore più solitarie. Chi risponde al cittadino la notte, la domenica, durante le festività, quando all’improvviso si presenta una situazione che può metterne a repentaglio la salute? Come si vuole garantire il diritto di ciascuno di noi all’assistenza? Non basta chiudere le postazioni, occorre riqualificare il servizio, non perdere le professionalità che si sono formate sul campo e trovare nuovi modelli organizzativi non escludendo dal tavolo operativo gli “addetti ai lavori”. Non bisogna neanche dimenticare quanti operano nel servizio nella precarietà estrema, i cosiddetti “trimestrali”.
E’ per questo che l’associazione AMICA si sta battendo per dare voce a quanti hanno operato finora nel silenzio e senza riconoscimenti di sorta, neanche economici ed il prossimo incontro si terrà giovedì 26 giugno alle ore 16,00 presso la sede dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria.




