Riceviamo e pubblichiamo
Sembra quasi “interessante” il dibattito che si sta sviluppando intorno alle cosiddette “stabilizzazioni nel Pubblico Impiego” e in particolare nella Regione Calabria nel Settore Sanità.
Appare poi “Stimolante” l’attacco sferrato da potenti centrali confederali calabresi contro il Ministro della Funzione Pubblica Nicolais, reo di aver, con la circolare del 18/04/08, messo un po’ d’ordine nella babele che qualcuno volutamente vuole creare intorno al problema.
Premesso che non siamo in via pregiudiziale contrari ad eventuali stabilizzazioni, il problema di fondo resta quello di stabilire se ancora oggi vale il principio, peraltro costituzionalmente riconosciuto che nel Pubblico Impiego si accede per Pubblico Concorso.
Nella Sanità Calabrese, inquinata da scandali, infiltrazioni criminali, coordinamenti politici, partitiche e sindacali forte è il sospetto di favoritismi e clientele.
Un protocollo sulle stabilizzazioni, sottoscritto dall’Assessore Lo Moro e da CGIL-CISL-UIL senza i sindacati autonomi che rappresentano il 40% del personale, stranamente recepito dalla Giunta Regionale solo un mese prima delle elezioni politiche, fortemente estensivo dalle norme contenute nelle Finanziarie per il 2007 e per il 2008, ha dato l’avvio alle polemiche.
Un provvedimento adottato d’urgenza, mentre da un anno languono presso l’Assessorato Regionale della Sanità i Piani Aziendali di Assunzione, quelli sì contrattati con tutte le OO.SS.
Con il Ministro Nicolais, conscio di ciò che sta succedendo in Italia il 18 Aprile (4 giorni dopo le elezioni) ha smentito nei fatti gli accordi che regionalmente le giunte hanno stipulato nella maggior parte dei casi con CGIL-CISL-UIL.
Non c’è bisogno di essere cultori del Diritto Amm.vo per capire che nella gerarchia delle fonti della legge tra la circolare di un Ministro della Repubblica e un protocollo d’intesa tra un Assessore Regionale e CGIL-CISL-UIL quale sia di rango superiore.
Quello di cui invece c’è bisogno è domandarsi soprattutto da parte di chi predica pluralismo e razzola discriminazione, a chi serve l’operazione in questione.
Così come in passato la Giunta Regionale di Centro Sinistra il cui motto era “Confronto, partecipazione e democrazia” si confronta solo con chi vuole, non fa partecipare nessuno alle scelte sanitarie, non è democratica perché rappresenta il governo di pochi.
Pertanto riteniamo opportuno, dopo aver dato mandato ai nostri legali di perseguire eventuali comportamenti antisindacali della Giunta, che quest’ultima si occupi più fattivamente del Piano Sanitario Regionale sepolto chissà in quale cassetto burocratico e a dare conto ai calabresi degli sprechi e delle deficienze espresse in quest’ultimi 3 anni.
Un’invasione di “manager” e consulenti lautamente pagati che non ha precedenti nella storia della Regione Calabria.
Ma si sa, l’importante è, importare “cervelli” da altre Regioni e costringere i “nostri” ad andare fuori.
Noi come FIALS, maggiore Sindacato Autonomo nella Sanità Calabrese diciamo basta alle nomine politiche, basta ai contratti ad personam nel Pubblico Impiego, basta ai CO.CO.CO.
Basta a tutte queste pratiche clientelari che, unite ad altre hanno rappresentato l’humus sociale attraverso il quale le infiltrazioni criminali hanno attecchito nella Sanità Pubblica.
La FIALS è per i concorsi pubblici, per le meritocrazie espresse nel lavoro e non nelle tessere politiche e/o sindacali, per una sanità che dia risposte e non generi domande inevase.
Per quanto riguarda da 25 anni ci battiamo e continueremo a batterci in Calabria ed in Italia.
Il Segretario Prov.le FIALS
Dott. Bruno FERRARO




