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La Calabria al centro di Slow Wine 2019

Slow Wine è giunta alla nona edizione e sempre di più si connota per il rigore nel segnalare e premiare esclusivamente vini e cantine che lavorano la vigna senza cercare scorciatoie. «Se dovessimo riassumere in uno slogan la filosofia della guida potremmo dire “meno marketing e più viticoltura”», raccontano i curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni. Slow Wine è l’unica guida a visitare ogni anno le quasi 2000 cantine recensite, grazie a un numero di collaboratori che ormai sfiora le 300 persone. Una mappatura del territorio che non ha pari e che permette di segnalare agli addetti ai lavori e ai semplici appassionati sempre nuove aziende e realtà enologiche.

 

Ma veniamo alla Calabria: «“Nessuno si salva da solo” ha scritto Petrini nella prefazione di un libro che parla di contadini langaroli e di donne calabresi. Sembra che i produttori calabresi presenti in guida l’abbiano finalmente capito, e i risultati si vedono. La qualità media dei vini calabresi è salita notevolmente. Raccontando i territori, tappa obbligata è Pizzo dove da qualche anno viene coltivato nuovamente lo zibibbo di Pizzo, Presidio Slow Food: un giovane produttore ha deciso di vinificarlo secco ed è stato un successo. Lungo i crinali del monte Orsomarso, poi, inizia la Doc Terre di Cosenza che, a queste altitudini, costituisce senza dubbio la zona più vocata in regione per la produzione di ottimi bianchi. Concludiamo a Cirò, luogo in cui si è fatta e si sta facendo la storia del vino calabrese» continuano i curatori.

Chiocciole

‘A Vita Cirò Marina  KR
Sergio Arcuri Cirò Marina  KR

 

 

Le monete

Ceraudo Strongoli  KR
Cote di Franze Cirò Marina  KR 

 

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