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Trascrivo 2.0 del 26 settembre

televisione
di Eleonora Scrivo –
Mi capita spesso di leggere o ascoltare dibattiti in merito agli effetti che la televisione produce sui bambini. Da madre moderatamente ansiosa, alterno sobrie

concessioni di film, cartoni e affini, a proposte extra-moenia e alla parola scritta. I risultati sono, al momento, confortanti, ma, nel frattempo, registro un fenomeno ben più preoccupante e non contemplato nelle statistiche, ossia l’influenza della tv sul pubblico anziano.
Il tempo libero e gli acciacchi dell’età  consentono l’esposizione non protetta ad una tempesta di : ricette improbabili/disgrazie familiari/amori precari/processi di quartiere che scardinano certezze e trovano asilo nelle comunicazioni e nelle abitudini quotidiane. Accade così di pregustare il tradizionale pranzo domenicale con ragù/polpette/patate al forno e scoprire con raccapriccio una mousse di funghi su letto di radicchio e riso nero, suggerita da un’entusiasta presentatrice che abbina i suoi abiti agli ingredienti con cui cucina, dodici portate in otto minuti.
Diventa altrettanto rischioso non rispondere al cellulare durante una riunione di lavoro : per naturale conseguenza, nell’immaginazione dei congiunti, non più giovanissimi e particolarmente suggestionabili, è accaduto l’irreparabile, ossia il rapimento da parte di una gang siculo-malese impegnata nel traffico di corallo.
E se, malauguratamente, capita di accusare un piccolo malessere, la risposta al sintomo sarà scovata nel palinsesto di giornata  e scopriremo che sicuramente la tachicardia registrata è da imputare a un trauma non del tutto elaborato e risvegliato da un accumulo di endorfine.
A questo punto, tutto sembra perduto, anche la riunione condominiale pare sceneggiata come la puntata del processo televisivo in cui si discute il caso della tosatura infelice del barboncino e del danno psicologico arrecato alla sua padrona, ma, in extremis come sempre, zia Orsola mi ricorda che la speranza è l’ultima dea a cadere.
Intenta a scegliere il dvd del musical da godersi nei suoi sabato sera da cinefila, mi chiede compunta quale parte di My fair lady, secondo me,  sia stata così fraintesa dalle olgettine. Io tiro un sospiro di sollievo e inizio a parlarle di Grande Fratello, tanto lo so che lei, grazie a Dio,  lo collegherà  sempre e solo al genio di  George Orwell al suo Ministero della Verità.

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