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    Pista ciclabile a Reggio: genesi di un disastro. Ecco tutti i dettagli del progetto

    di Stefano Perri – Prosegue a Reggio Calabria la realizzazione del progetto della nuova pista ciclabile. E con essa proseguono le polemiche rispetto ad un’opera che, stando alle decine di segnalazioni giunte in questi mesi in redazione, poteva essere certamente realizzata secondo parametri e criteri di sicuro più efficaci quanto a sicurezza ed integrazione nel paesaggio urbano.

    IL FINANZIAMENTO – Ciò che più ha destato scalpore è certamente la cifra spesa per il progetto, probabilmente spropositata soprattutto se messa in relazione al risultato effettivo. Si tratta di un finanziamento complessivo di 2 milioni di euro inseriti tra i progetti del Programma Integrato di Sviluppo Urbano del Por Calabria 2007/2013. La cifra, inizialmente prevista, è stata successivamente ridotta, nell’ambito della gara di affidamento in appalto bandita dal Comune di Reggio Calabria, a 1.717.446 euro.

    IL PROGETTO – Il progetto presentato prevede la realizzazione di un ”circuito di piste ciclabili” per una lunghezza complessiva di 11 km dal Lungomare di Reggio Calabria fino alla frazione San Leo di Pellaro. Tuttavia nella mappa relativa al progetto la pista ciclabile si ferma alla zona di Via Padova, appunto quella dove si stanno ultimando i lavori in queste settimane, in quanto la restante parte è stata successivamente stralciata in fase di progettazione esecutiva. Secondo quanto si legge sulla nota di presentazione il progetto prevede la realizzazione di due punti noleggio per le bici, uno alla stazione Lido e l’altro in corrispondenza di Porto Bolaro, nell’area stralciata in sede di progettazione esecutiva, che con tutta probabilità non verrà mai realizzata. Nella zona della Stazione degli autobus di Largo Botteghelle sono previste delle zone di sosta con rastrelliere e pensiline porta biciclette. Infine, ogni 5 km lungo il percorso, sono previste delle fontanelle di acqua potabile a servizio degli utenti della pista ciclabile.

    I PROGETTISTI – Il progetto della ditta che esegue i lavori reca la firma, in qualità di Direttori dei Lavori, dell’architetto Alfonso Cappuccio e dell’Ingegnere Giovanni Festa. Direttori operativi sono invece il Geometra Nicola Campolo, il Geometra Pasquale Vazzana, il Perito Industriale Paolo Giustra. Ispettori di cantiere il Geometra Pasquale Alati e il Perito Industriale Claudio Brandi. Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione il Geometra Pasquale Alati, Coordinatori per la sicurezza in fase di esecuzione l’Architetto Alfonso Cappuccio e l’Ingegnere Giovanni Festa.

    La data di consegna dei lavori risale al 4 aprile 2013 e la durata prevista da progetto è di 365 giorni. I lavori evidenziano già dunque un ritardo di oltre un mese, eppure, secondo quanto è possibile vedere, non sono stati ancora ultimati.

    Un progetto presentato ormai quasi due anni fa, durante la breve esperienza dell’Amministrazione Arena, dallo stesso Sindaco successivamente decaduto in seguito allo scioglimento per mafia del Comune, dall’Assessore ai Lavori Pubblici Pasquale Morisani e dal Dirigente Francesco Barreca.

    GLI OBIETTIVI – ”Da una analisi sociale ed economica della realtà della città di Reggio Calabria – è possibile leggere nella relazione che accompagna il progetto – per la quale si vanta la vocazione turistica non si può non prescindere dal disporre di un sistema di mobilità in cui gli spostamenti a piedi ed in bicicletta non siano gli elementi principe. Pertanto è necessario che la bicicletta quale mezzo di trasporto urbano e turistico inizi ad acquistare piena dignità attraverso la programmazione prima e la progettazione e la realizzazione, dopo, di interventi di qualità a livello infrastrutturale che permettano di disporre di sistemi di viabilità integrati”.

    La progettazione definitiva, si legge ancora nella nota di presentazione ha ”individuato le varie tipologie di strade che sono interessate dall’intervento di adeguamento e riqualificazione; stabilito per ciascuna tipologia stradale le caratteristiche tecniche in termini di pendenze e di sezione trasversale; stabilito della tipologia di pista ciclabile da adottare in relazione alla tipologia stradale interessata dall’intervento; ha identificato tutti gli attraversamenti delle carreggiate stradali con la piste ciclabili; classificazione delle varie tipologie di attraversamento; progettazione degli attraversamenti per tipologia; progettazione della segnaletica stradale; individuato e stabilito l’arredo delle aree di sosta e delle aree di noleggio delle biciclette; in sede propria, ad unico o doppio senso di marcia; su corsia riservata a senso unico o doppio senso di marcia; larghezza della corsia ciclabile e degli spartitraffico; scelta della pavimentazione della superficie ciclabile”.

    Uno studio evidentemente dettagliato che però al momento non ha particolarmente convinto i cittadini di Reggio che ancora in questi giorni hanno continuato ad inviare una serie infinita di segnalazioni, unendosi alle osservazioni avanzate dalle associazioni di settore che già evidenziavano scelte discutibili sul tema della sicurezza e dell’integrazione del percorso ciclabile con l’arredo urbano.