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    Calabria: i dati delle donazioni degli organi

    di Domenico Grillone – Luci ed ombre per quanto riguarda le donazioni d’organi in Calabria che nel 2013 hanno registrato numeri pressoché stazionari rispetto a quelli del 2012.
    Confortanti, invece, i dati del primo quadrimestre di quest’anno, forniti dal Centro regionale trapianti, che registrano un deciso incremento che potrebbe far pensare ad una vera e propria svolta, in linea rispetto a quanto sta accadendo in tutta Italia con un aumento delle donazioni del 12,1 per cento rispetto all’anno precedente. In particolare, per l’anno 2013, 42 sono stati in Calabria i potenziali donatori, soggetti segnalati a cui è stato fatto l’accertamento di morte con criteri neurologici. Di questi, 20 sono stati i donatori idonei al prelievo e senza opposizione dei familiari. Degli 88 tessuti corneali prelevati, 49 non sono stati trapiantati per diverse cause tra cui l’elevata mortalità cellulare. Delle 39 cornee idonee al trapianto, 5 erano ancora in coltura per cui quelle effettivamente trapiantate sono stati 34. Il numero dei trapianti dello stesso tessuto corneale per l’anno 2013 è stato di 114. Per soddisfare il fabbisogno di cornee, superiore al numero di quelle prelevate in regione, si è reso necessario richiederne 80 ad altre banche nazionali. Riguardo invece, per lo stesso periodo, l’attività di trapianto di reni da donatore cadavere e da donatore vivente, 28 (15 a Reggio Calabria e 13 a Cosenza) sono stati i trapianti in regione mentre la lista d’attesa conta 131 pazienti in attesa di un rene ed altri 48 in attesa di essere iscritti nella stessa lista. Le dichiarazioni di volontà per la donazione degli organi dopo la morte a scopo di trapianto, raccolte dagli operatori autorizzati delle Asp calabresi, sono state 11.325 al 31 dicembre del 2013. Gli stessi dati riguardanti il primo quadrimestre del 2014 indicano 19 donatori segnalati, 10 utilizzati e 5 opposizioni. Quattordici gli organi trapiantati (6 a Cosenza e 8 a Reggio Calabria) mentre la lista d’attesa per il trapianto di rene registra, sempre al 30 aprile di quest’anno, 122 pazienti e 44 in attesa di entrare a farne parte. Per quanto riguarda le cornee, 29 sono stati i prelievi e 38 gli innesti. Resta il problema delle tante opposizioni alla donazione da parte dei familiari dei diversi potenziali donatori. E per invertire questa tendenza occorre, secondo quanto dichiarato dal direttore del Centro regionale trapianti, Rino Mancini, massima attenzione. “Dobbiamo essere certi di offrire a questi pazienti, che arrivano nella maggior parte dei casi in condizioni disperate, il massimo della sicurezza. Dobbiamo dare loro una risposta terapeutica che sia la migliore possibile, perché la non fiducia porta poi a dire no. Stiamo cercando di farlo attraverso degli interventi formativi determinanti verso questo aspetto, portati avanti in collaborazione con il Centro nazionale trapianti, con del personale esperto in comunicazione e finalizzato alla formazione di queste persone che ricevono i familiari, disperati perché vivono una esperienza drammatica e proprio per questo motivo bisognevoli di un valido supporto dal punto di vista psicologico ed accompagnati nel migliore dei modi, nei pochi casi in cui il proprio familiare va incontro alla morte, per fare poi una scelta consapevole verso l’assenso alla donazione”. Grande passo in avanti, invece, è stato fatto per quanto riguarda il trapianto di fegato grazie alla convenzione stipulata dalla Regione Calabria con il Policlinico Umberto I° dell’Università La Sapienza di Roma e diventata già da alcuni mesi operativa, dopo la pubblicazione ad agosto dello scorso anno del Decreto della Presidente della Giunta regionale. Ciò significa che i pazienti iscritti nella lista d’attesa calabrese per il trapianto di fegato, invece di andare in giro per l’Italia vengono seguiti direttamente nelle strutture sanitarie pubbliche della Calabria dagli stessi operatori dell’Umberto I°, una volta al mese ed in maniera assolutamente gratuita, con un notevole risparmio anche per l’Ente Regione. E’ sono già due i pazienti calabresi a cui è stato trapiantato il fegato seguendo questo particolare schema organizzativo.