• Home / RUBRICHE / Storie / Serra San Bruno (VV) – Il Comune è in deficit? Il sindaco ha la soluzione: tagliare i rarissimi alberi secolari dei boschi

    Serra San Bruno (VV) – Il Comune è in deficit? Il sindaco ha la soluzione: tagliare i rarissimi alberi secolari dei boschi

    Alberi_secolari_Serra_San_Bruno
    Hai più di cento anni? Sei vecchio, non secolare, puoi essere reciso. E’ l’ultima trovata del Comune di Serra San Bruno e del suo sindaco Bruno Rosi, per risanare il Bilancio.

    Peccato che l’ultimo avviso d’asta pubblicato sull’albo pretorio del sito comunale, non sia passato inosservato ed abbia attirato attenzione e suscitato indignazione da parte di tutti. Nell’avviso si legge a chiare lettere: “Il giorno 25 MARZO 2014, con inizio alle ore 12,00, nella stanza del Responsabile dell’Area Amministrativa del Comune, avrà luogo l’asta pubblica, con il sistema delle offerte segrete … il giorno 25 MARZO 2014, con inizio alle ore 12,00, nella stanza del Responsabile dell’Area Amministrativa del Comune, avrà luogo l’asta pubblica, con il sistema delle offerte segrete” (LEGGI L’AVVISO D’ASTA). E da dove arriva questo “materiale legnoso”? Pare proprio dai boschi secolari ricadenti nel territorio montano di Serra San Bruno. 3 lotti boschivi del demanio di “Archiforo”, che ricade nel cuore del Parco Naturale delle Sere. Il cosiddetto sito di importanza comunitaria – zona di riserva generale orientata. Si parla di 2mila 603 piante, di cui più di mille esemplari del rarissimo Abete Bianco, il “Principe dei boschi”. Gli alberi sono già stati segnati per il taglio e fra questi, pare che vi siano alcuni tra gli esemplari di Abete Bianco più antichi e grandi d’Europa. Tra questi, il naturalista Pino Pisani, ne ha misurato uno con la base di ben 5,5 metri di circonferenza e un’alteza superiore ai 55 metri. Insomma, una pianta monumentale rarissima. Certo, un monumento, che frutterebbe chissà quanto legno e di conseguenza soldi, utili a risanare le casse comunali. Non bastavano già i circa 9mila alberi recisi lo scorso anno. A questi si dovevano aggiungere gli altri secolari. La Calabria, dunque, in vendita. Prima i beni culturali, ora gli alberi, domani chissà…
    (ClaVa)