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    Reggio, piazzetta Unicef si riempie di Memoria: Libera ricorda le vittime della 'ndrangheta

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    Lollo, Mariangela, Dodò. Sono solo alcuni dei bambini che negli ultimi anni hanno perso la vita, trucidati da quel cancro che in Calabria si chiama ‘ndrangheta. A ricordarli stamane,

    nella piazzetta Unicef di fronte all’Istituto Comprensivo ”Carducci – Da Feltre” l’iniziativa di Libera, Associazioni Nomi e Numeri contro le Mafie, che a pochi giorni dall’inizio della primavera e dalla celebrazione della giornata nazionale della Memoria a Latina, ha voluto condividere il momento con i bambini della città.

    liberamemoria4Erano centinaia gli alunni delle scuole di primo grado che hanno partecipato alla manifestazione antimafia. Una mattinata carica di contenuti, introdotta dalle parole del Coordinatore regionale di Libera Domenico Nasone e vissuta alla presenza delle massime autorità cittadine: i Procuratori Di Landro e De Raho, il Prefetto Sammartino, i comandanti provinciali delle forze dell’Ordine. Con loro anche i familiari delle vittime di mafia, che hanno testimoniato di fronte ai bambini tutto il loro dolore, il percorso difficile del lutto, la voglia di riscatto e l’incontro con Libera, la condivisione ed il desiderio di ricominciare, nonostante tutto, per dare un segnale di speranza a chi verrà.  Testimonianze. La giornata della memoria a Reggio Calabria vuole essere soprattutto questo.

    liberamemoria1”La memoria – ha detto il Prefetto Claudio Sammartino di fronte ai ragazzi – è certamente importante perché è il fondamento del futuro. La ‘ndrangheta è un fenomeno perverso e odioso sul quale le autorità stanno concentrando il massimo sforzo. Ma serve l’aiuto di tutti perché solo con la vostra partecipazione si può sconfiggere questo male”.

    ”Grazie ad iniziative come questa – ha aggiunto il Procuratore capo Federico Cafiero de Raho – si rinnova la sete di legalità e di giustizia dei giovani, soprattutto in una città come Reggio Calabria che ha bisogno di rinascere”.

    ”Vogliamo ricostruire questa città – ha concluso il Procuratore Generale Salvatore Di Landro – vogliamo riportarla alla Reggio bella e gentile che era un tempo. Faremo tutti insieme il nostro dovere nella scuola come nelle aule di tribunale perché crediamo nel riscatto di questa terra”.

    (StePer)

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