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    Massimo Canale: ''Il Pd si è barricato nel castello. Bisogna abbassare il ponte levatoio''

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    Massimo Canale, dalle ambizioni alla sindacatura di Reggio a quella di guidare il Partito in Calabria. In qualche misura “spariglia”

    notevolmente le carte di sistema, introduce dinamiche nuove e mai viste, a partire dalla presenza fisica nei luoghi di maggiore difficoltà sociale e anche nelle realtà virtuose e spesso lontane dai riflettori
    Massimo Canale, perché?
    Io credo che quella che io rappresento sia l’anima del Pd, quella vera, quella lontana dalle beghe di segreteria e dalle alchimie che la gente non comprende. Senza infingimenti più che di ambizioni parlerei di assunzione di responsabilità e la guida del Pd calabrese mi pare una responsabilità abbastanza pesante, non pensa?

     

    Ma cosa è il Pd oggi? Ed in questa nebulosa perche lei?
    Perché posso contribuire a far sì che la nebbia si diradi: umiltà, lavoro quotidiano attraverso i territori calabresi, un rapporto diretto con le donne e gli uomini del Pd che sono molto meglio di ciò che diamo a vedere all’esterno e, soprattutto, parole chiare

    Ma non crede che l’elettorato si senta tradito da un partito che è diventato molto accomodante col potere, soprattutto in Calabria?
    Il trasversalismo è uno dei mali che hanno lambito ampie fasce del Pd calabrese; la mia candidatura e la mia segreteria regionale costituiscono la base per la fine di questo fenomeno. Dobbiamo delle risposte ai Calabresi tutti

    Non pensa che il rapporto con la gente, al di là della buona politica, comunque necessaria, passi attraverso risposte concrete, immediate, propositive e che, soprattutto, impattino direttamente sulla qualità della vita e sulle prospettive future della gente semplice?

    E’ ciò che mi propongo di fare da segretario, subito dopo il Congresso; guardi, financo il metodo con cui sto affrontando questa campagna congressuale parte dai bisogni reali dei Calabresi, per elaborare una proposta politica che il Pd dovrà assumere immediatamente dopo. Ho importato il metodo che abbiamo seguito in occasione delle ultime elezioni al Comune di Reggio Calabria; solo dopo aver visitato i luoghi, conosciuto direttamente i problemi abbiamo elaborato schede programmatiche che saranno la base della linea politica della segreteria Canale. Faccio un esempio: dopo aver visitato il sito della “Battaglina” a Catanzaro e il centro di stoccaggio dei rifiuti di Bucita a Rossano abbiamo elaborato una proposta sull’ambiente che parla della necessità di invertire la rotta e puntare, con le adeguate risorse, in direzione di una efficiente raccolta differenziata e di una razionale strategia del ciclo dei rifiuti

    Ma, mi scusi se insisto: il Pd al momento pare un luogo dove portare all’incasso rendite di posizione vecchie di decenni e nulla più; il centrodestra propone e dispone e la nomenclatura”classica” del Pd non muove. E’ chiaro che in questo stato di cose la sinistra sparisce…
    E secondo lei perché mi sto candidando a guidare il partito in Calabria? Chi mi conosce sa che in mezzo agli innumerevoli difetti certamente non mi appartiene quello di una naturale inclinazione all’inciucio e al trasversalismo. E’ già una garanzia


    E’ evidente che il successo, anche in Calabria e soprattutto a Reggio del M5s eroda più consensi a sinistra che  a destra. Credo che il Pd debba fare seriamente i conti con questo…
    Sono del tutto d’accordo e ne conosco anche la cause: del nostro partito si ha una idea come di chi si è chiuso nel castello, ha tirato su il ponte levatoio e sguinzagliato i coccodrilli. Se non scardiniamo questa visione delle cose, che ormai si è cristallizzata, la gente difficilmente tornerà a credere che noi ci si possa occupare dei problemi che stanno fuori dal castello

    Ma non le pare che in questo senso vada anche il messaggio di Renzi?
    Per una parte sicuramente si; aggiungo che Renzi è anche il mio segretario e le primarie dell’8 dicembre dell’anno scorso sono alle spalle da un pezzo. Il rinnovamento e il cambiamento si attuano quotidianamente; non basta indossare una maglietta per dichiararsi innovatori in politica, soprattutto se poi si cade nell’equivoco di usare metodi vecchi o stringere alleanza imbarazzanti, proprio con coloro che hanno distrutto il Pd calabrese ancor prima che nascesse. A Reggio è, poi, singolare che antichi nemici ritrovino in queste ore solidarietà reciproca e comunanza di intenti al solo fine di bloccare il cambiamento


    Cambiamento significa anche, però, che il perdente, chiunque sia, dal giorno dopo diventa il primo collaboratore del vincente. Il Pd secondo lei è pronto a metabolizzare questo principio?
    Uno dei mali del Pd è proprio il correntismo esasperato. Il Pd, dal mio punto di vista, dovrà essere una grande comunità politica in cui possono starci anche pareri e opinioni diversi. Ma abbiamo l’onere, tutti assieme, di dare speranza ai Calabresi e per questa ragione dobbiamo proporre uomini e idee che indichino la strada di un vero cambiamento