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Le avventure delle ‘ndrine lombarde all’ombra della Madunina

maduninamilano

di Claudio Cordova – Che le cosche avessero colonizzato zone come la Lombardia e il Piemonte è certificato da anni di indagini. E’, in particolare, l’inchiesta “Nord-Sud”  a testimoniare la presenza della cosca

 Papalia in alcune zone del settentrione: e lo scioglimento del Comune di Buccinasco per infiltrazioni mafiose è la conseguenza più eclatante.

 

L’indagine odierna, “Il Crimine”, mette per iscritto l’esistenza di un organismo a sé stante rispetto agli apparati territoriali del sud: “La Lombardia”. Del resto nell’indagine cosiddetta “Armonia” si dà conto di una lunga conflittualità tra “La Lombardia” e” la casa madre”, poiché gli esponenti di vertice delle cosche calabresi si sarebbero rifiutati per lungo tempo di riconoscere identico valore alle doti degli affiliati delle locali originarie rispetto a quelle di cui venivano insigniti gli affiliati lombardi. In sostanza la Calabria avrebbe per lungo tempo tenuto in soggezione “La Lombardia”, come una sorta di “colonia”.

 

E’ Carmelo Novella l’uomo che decide di affrancare le cosche lombarde, recidendo il cordone ombelicale con la “madre”: farà la fine peggiore. Subito dopo la sua scarcerazione, torna in territorio lombardo e comincia a tirare le fila delle locali di ‘ndrangheta presenti, prospettando ai capi locale un progetto innovativo e cioè quello di rendere le locali lombarde autonome rispetto alle locali calabresi di riferimento e, al tempo stesso, di renderle “dipendenti” dalla Lombardia e dal suo capo, cioè da se stesso. Novella vuole comandare, ha in mente sogni di gloria, vagamente rivoluzionari.

 

Novella, al fine di crearsi un seguito, gratifica taluni affiliati con la concessione di doti e arriva addirittura a creare nuovi locali. Lo fa, però, senza chiedere il permesso della “locale madre” in Calabria. Infrange, quindi, una delle regole.

 

Dalle intercettazioni telefoniche emerge, quindi, una certa insoddisfazione, per usare un eufemismo, proveniente dalla Calabria, rispetto alle scelte di Novella. Situazione di cui è investito Domenico Oppedisano, colui il quale, secondo gli inquirenti, sarebbe, in un certo senso, il “coordinatore” nei nuovi assetti ‘ndranghetistici:

 

Gattuso Nicola: Questo Novella sta facendo lo schifo compare Mico.

Oppedisano Domenico: Eh! Adesso, ci sono i contrari là, dice che sta dando cose a tutto gas, a tutti.

Gattuso Nicola: A tutto gas.

 

Oppedisano e Commisso, ritenuti dagli inquirenti due elementi di spicco dell’organizzazione in Calabria non accettano il comportamento di Novella. Come si vedrà, infatti, sarà proprio la “Provincia” a “licenziare” Novella. E’ Oppedisano, anche dopo l’eliminazione di Novella, a esternare la sua scarsa stima: “Novella era un facilone, avete capito, il discorso è questo, era un facilone proprio, pieno di fantasie”. In un’altra intercettazione è possibile ascoltare un uomo, Pietro Panetta, parlare dei rapporti tra Giuseppe Commisso, detto “u mastru” e Novella: “U mastro non vuole vederlo nemmeno sulla carta geografica”.

 

Per Novella suonano i rintocchi: il 12 giugno 2008 a San Giovanni di Gerace si tiene una riunione cui partecipano, tra gli altri, Domenico Focà e Carmelo Bruzzese. Il giorno dopo viene intercettata una conversazione tra Domenico Focà (Mimmo) e Panetta:

 

Mimmo ” glieli va raccontando…? NO LUI È FINITO ORAMAI…! È

FINITO…! LA PROVINCIA LO HA LICENZIATO A LUI…:! “

Panetta ” A QUESTO NOSTRO…? “

Mimmo ” SI SI…! “

 

Novella verrà freddato un mese dopo, il 14 luglio.

 

Nella ‘ndrangheta gli equilibri cambiano in un batter di ciglio e anche i vecchi alleati sono sempre disponibili a cambiare bandiera. Un caso assai pregnante è quello di Vincenzo Mandalari, esperto uomo di ‘ndrangheta. In una prima fase, Mandalari asseconda i propositi indipendentisti di Novella, ma, dopo l’uccisione di questi, si allea immediatamente con la parte opposta, quella dei vincitori.

 

C’è un altro aspetto che riguarda i rapporti tra Calabria e Lombardia da affrontare. Ci troviamo a Paderno Dugnano, in provincia di Milano, all’interno del centro per anziani intitolato, ironia della sorte, a Falcone e Borsellino. E’ il 31 ottobre 2009, al termine dell’incontro viene eletto Pasquale Zappia, affiliato al locale di Corsico, quale “mastro generale della Lombardia”.

 

Partecipano alla riunione:

DE MARCO Salvatore, nato a Rosarno (RC) il 19.04.1964, residente a Bollate – affiliato locale di Bollate;

MANDALARI Vincenzo, nato a Guardavalle (CZ) il 18.07.1960, residente a Bollate (MI) – capo – locale di Bollate;

SARCINA Pasquale Emilio, nato a Milano (MI) il 15.04.1954, residente a Comacchio (FE) – affiliato locale di Milano;

CHIARELLA Leonardo Antonino, nato a Vibo Valentia (CZ) il 09.11.1933, residente a Paderno Dugnano (MI) – capo società locale di Milano;

MAGNOLI Cosimo Raffaele, nato a Grotteria (RC) il 17.06.1954 e residente a Cornaredo (MI) – capo società locale di Cormano;

TAGLIAVIA Giuffrido, nato a Grotteria (RC) il 25.05.1967 e residente a Cornaredo (MI) – affiliato locale di Cormano;

 PANETTA Pietro Francesco, nato a Grotteria (RC) il 28.10.1953 residente in Bollate (MI) – capo locale di Cormano;

 FERRARO Salvatore, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 26.08.1976 e residente a Senago (MI) – affiliato locale di Cormano;

 ASCONE Rocco, nato a Rosarno (RC) il 13.07.1953, residente a Bollate (MI) – capo società locale di Bollate;

 ZAPPIA Pasquale, nato ad Platì (RC) il 13.09.1939, residente a Gudo Visconti (MI) – affiliato locale di Corsico;

 COMMISSO Domenico Sandro, nato a Grotteria (RC) 19.02.1956, residente ad Assago (MI) – affiliato locale di Corsico;

MOSCATO Annunziato Giuseppe, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 14.08.1942, residente a Desio;

 PIO Candeloro, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 08.12.1964, residente a Seregno (MI);

 MANNO Alessandro, nato a Caulonia (RC) il 24.05.1964, residente a Pioltello (MI) – capo locale di Pioltello;

 VONA Luigi, nato a Roccabernarda (KR) il 10.05.1953, RESIDENTE A Valbrona (CO);

 FURCI Giuseppe, nato a Fiumara (RC) il 05.02.1955, residente a Valbrona (CO);

 MUSCATELLO Salvatore, nato ad Amato (CZ) il 02.04.1934, residente a Mariano Comense (CO) – capo locale di Mariano Comense;

 LAMARMORE Antonino, nato a Montebello Ionico (RC) il 06.01.1957, residente a Limbiate (MI) – capo locale di Limbiate;

FICARA Giovanni, nato a Reggio Calabria (RC) il 05.07.1964, ivi residente – capolocale di Solaro;

 LUCA’ Nicola, nato a Marina di Gioiosa Ionica (RC) il 03.04.1955, residente a Cormano (MI) – contabile locale di Cormano;

NERI Giuseppe Antonio, nato a Taurianova (RC) il 19.11.1957, residente a San Martino Siccomario (PV);

MUIA’ Francesco, nato a Rosarno (RC) il 05.12.1955 e residente a Bollate (MI) – contabile locale di Bollate.

 

Le “locali” avranno la loro sovranità e a curare i rapporti con la Calabria sarà Pasquale Zappia. Tutto questo per un anno, poi la situazione verrà rivalutata.

 

Ad aprire i “lavori”, come si direbbe in una cronaca di un consiglio comunale, è l’esperto Pino Neri, nativo di Taurianova: “[…] perché io penso che se noi ci teniamo veramente, vogliamo che le cose funzionino per bene, c’è stato un pò di sbandamento e si è detto: “non parliamo di quello che è passato, di quello che è….perché non ha senso! Perché noi dobbiamo pensare a “cogghimu” e non a dividere”; quindi noi dobbiamo cercare di unire e non di dividere”.

 

Dopo la parentesi “rivoluzionaria” di Novella, dunque, le ‘ndrine della Lombardia provano a mettere ordine. Ancora dal discorso iniziale di Pino Neri: “D’ora in poi deve stare a “patti e prescrizioni”, una di queste regole , per un anno , per un anno, fermi tutti gli operati! […] e fra un anno scendiamo in Calabria, ed ho appuntamento con gli uomini della Calabria, ci vediamo e discutiamo per vedere il da farsi…”.

 

L’obiettivo, dunque, è la pace, l’armonia: con i “colpi di testa” è più difficile fare affari. E per mantenere gli equilibri, secondo il “saggio” Pino Neri è necessario mantenere buoni rapporti con la Calabria: “E siamo tutti, ognuno, uguali e responsabili nei confronti della “madre…”.

 

Dal resoconto stilato dalla polizia giudiziaria operante sul luogo: tutti i commensali si alzano per un brindisi solenne in onore della nuova nomina a “Mastrogenerale” di Zappia Pasquale ed alzando i bicchieri proferiscono tutti la parola “Auguri”.

 

Tra progetti di indipendenza finiti male, vecchi rituali e summit che assomigliano tanto ad assemblee di classe, in cui si vota per alzata di mano, le cosche lombarde si riassettano. All’orizzonte c’è la spartizione di fiumi di soldi. Gli attriti? Meglio lasciarli da parte.

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