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La lezione di Sandra

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di Sandra Savaglio* Non so cosa mi abbia ferito di piu’: Venditti che parla della mia terra come di un posto dove “non c’e’ niente, ma proprio niente” o sentire un giornalista di un noto quotidiano difendere l’indifendile, urlando “bugiarda” ad una garbata assessore del comune di Reggio Calabria per aver solo fermamente preteso delle scuse ufficiali.

O forse il fatto che quelle parole siano venute da una persona “notoriamente coinvolta nel sociale” per esprimere “amore” verso una
regione gia’ abbastanza martoriata, da dentro, da fuori, nel passato, nel presente, negli anni a venire, insomma, proprio da tutti. Forse un giorno Dio decidera’ di farla finita, e rimediare al danno procurato al resto dell’Italia, magari spedendo una gigantesca nave colma di
scorie radiattive che ripulira’ la nostra terra da tutta la sua gente, una volta per sempre. Tanto da qualche parte bisognera’ pure
scaricarle le scorie, due piccioni con una fava.

Lo confesso, io riesco a immaginare un milione di modi diversi per stimolare la gente, un milione di modi diversi per esprimere
solidarieta’ e non istigare all’odio. L’ultimo sicuramente quella pericolosa invocazione alla costruzione di un ponte che sarebbe un
disastro dal punto di vista ecologico, ed una manna (dall’inferno) per le casse della politica corrotta e delle mafie, dentro e fuori dalla
Calabria.

E ora cosa c’e’ da aspettarsi? Una querela? Perche’ ho urlato insieme alla moltitudine, con lacrime e parole, la mia ferita? Perche’ dovro’ piu’ di prima difendere la mia gente dalle ingiurie e dai pregiudizi?
Come si dice dalle nostre parti: “cornuti e mazziati”, niente di assolutamente nuovo.

Non mi credono quando dico che mi sento fortunata ad essere nata in Calabria, perche’ sono cresciuta in mezzo ai prati e non in mezzo alle macchine, perche’ ho imparato ad amare le cose belle della natura, ad essere generosa, ad avere rispetto per i piu’ deboli, perche’ ho studiato in un’universita’ nata piccola, ma che ora, con lo sforzolocale, e’ prima nella graduatoria dei grandi atenei. Di questo sono
davvero felice e di questo devo ringraziare, ma anche maledire, Dio, un altro, uno minore. Un Dio che ha creato una cosa bella, per poi
dimenticarsene, troppe volte lacerato dal dolore nel vedere la sua creatura sgretolarsi per mano di pochi e sotto gli occhi indifferenti
di molti, dentro e fuori dalla Calabria.

Come si dice in queste occasioni? Le cose belle durano poco, c’era solo da aspettarselo. Che quel cantautore stia lontano per sempre
dalla Calabria, perche’ le sue parole d’amore e solidarieta’ non potranno mai cambiare un destino scritto negli astri molto tempo fa.
Non nel senso che vuole lui, si spera. 

*Sandra Savaglio è una scienziata, nata, cresciuta e laureatasi in fisica a Cosenza. E’ oggi, nonostante la giovane età, una dei maggiori astrofisici del pianeta. Dopo essere stata negli Usa presso la Johns Hopkins University di Baltimora, espleta la sua attività di ricerca presso  l’Istituto Max Planck di Fisica Extraterrestre di Monaco di Baviera. Negli Usa i risultati della Savaglio e dei suoi collaboratori furono pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, e riportati sui più noti quotidiani americani (tra cui USA Today e il New York Times).

Nel 2004 il Time le dedicò la copertina come elemento di prestigio e di spicco della scienza italiana

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