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    Se la corda si spezza…

    protesta_consiglioUn errore gravissimo sarebbe pensare che la pazienza della gente sia infinita; lo abbiamo detto e sottolineato più volte: la misura è colma e non c'è più tempo nemmeno per distribuire responsabilità, per cercare di capire se chi governa oggi la Calabria sia responsabile, corresponsabile o solo incolpevole destinatario dei guasti creati da altri nel tempo.

     

    Non è più tempo di queste cose; ora la politica, chi governa quel che resta di questa Regione, è chiamata a dare risposte immediate ad un numero spaventoso di categorie, di classi sociali che negli anni sono rimaste in attesa di soluzioni mai arrivate.

    Ed allora non stupisce più che ogni riunione di Consiglio o di Giunta si tramuti in un assedio per chi governa, costretto ad entrare ed uscire dal palazzo sotto scorta, come accaduto anche stavolta.

    Addirittura, il temuto contatto fisico – già verificatosi un paio di mesi addietro davanti alla sede della Giunta catanzarese- si è ripetuto, con conseguenze non gravi nel fisico, ma sgradevolissime nell'anima, a Reggio, all'interno del Consiglio regionale.

    La politica regionale ha perso il contatto con la gente, dai lavoratori (leggi precari e dipendenti dei laboratori) agli imprenditori (vedi proprietari strutture private).

    E, proprio mentre tutte le spie dell'allarme rosso si accendono contemporaneamente, mentre la delegittimazione popolare nei confronti di chi amministra è vicinissima a quelle monetine dell'hotel Raphael di Roma che travolsero la politica della Prima Repubblica, non si riesce nemmeno più a capire, nelle singole situazioni, chi ha torto e chi ha ragione.

    Perchè anche i principi più giusti e nobili in linea astratta, quando la corda è stata tirata troppo ed ha messo a nudo e logorato – minandoli- i pilastri del vivere civile (dignità economica e sociale in primis), diventano il simbolo dell'ingiustizia e dell'inopportunità, soprattutto se applicati all'improvviso e, magari, a corrente alternata.

    E per la prima volta nella storia la Calabria ha dovuto assistere ad una seduta dell'assise regionale sotto scorta

     

    GIUSVA BRANCA