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    In ricordo del 25 aprile

    reggio62 anni per ricordare, 62 anni per riflettere, 62 anni per riprendersi il senso di una celebrazione che, negli anni, più volte è stata tirata per la giacchetta della colorazione politica.
    Eppure il 25 aprile del 1945 rappresenta una data storica per tutti gli italiani.
    Con la capitolazione di Milano, di fatto, la guerra terminava in tutto il Paese; al Sud dall’incubo si era già usciti l’8 settembre del 1943.
    Ed allora, viva la liberazione del Paese, la liberazione dalla guerra, dagli orrori che con essa si erano abbattuti sull’Italia.


    E che sia una liberazione di tutti, senza colore politico, anche perché, a volere essere pignoli, la caduta del fascismo porta un’altra data, ancora 25, ma in luglio, nel 1943.
    Le celebrazioni che anche quest’anno si sono ripetute sanno di antico, probabilmente anche di rituale, ma guai a sminuirne la portata istituzionale.
    La deposizione della corona di alloro da parte del Sindaco è un giusto riconoscimento anche a chi – in quell’infinita bolla d’aria tra l’8 settembre del 43 ed il 25 aprile del 45, da Roma in su combattè fino alla morte per resistere.
    Se l’Italia oggi è un Paese libero – e vivaddio, pur tra mille problemi questo è innegabile- lo deve a quegli anni, dai quali, tra l’altro, venne fuori una rinnovata unità del Paese che – unitamente alle spinte statunitensi e occidentali- contribuì non poco alla ripresa di una Nazione che dal conflitto mondiale usciva con le ossa rotte e senza futuro.
    Ed allora, che sia un 25 aprile di tutti.
    Che sia un 25 aprile dell’Italia.