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    Convegno su beni confiscati alla mafia

    mafiaSi è tenuto quest’oggi, presso il Palazzo della Provincia, a Reggio Calabria, un convegno sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia. Alla presenza di numerose autorità istituzionali, sia civili che militari, sono intervenuti, tra gli altri, il vice ministro dell’Interno, Marco Minniti, il prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena e Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione "Libera". Ecco le impressioni di alcuni dei protagonisti dell’evento:

    Marco Minniti 

    ”Nel corso del 2006 sono stati sequestrati alle cosche beni per oltre due miliardi di euro. E’ un dato che ci rende chiara la ricchezza della criminalita’, ma che evidenzia anche la grande opportunita’ di utilizzare questo enorme potenziale a fini sociali e produttivi. La confisca e il riutilizzo a fini sociali dei beni mafiosi – ha aggiunto Minniti – rappresentano un fatto di straordinaria opportunita’. Tutto cio’ va reso efficiente operando quegli opportuni correttivi per accorciare efficacemente i tempi tra il sequestro del bene e la confisca definitiva per l’ effettiva utilizzazione del bene, pensando a mettere in piedi un ciclo economico del ‘bene confiscato’. Siamo abituati spesso a vedere privati che si impossessano di risorse pubbliche. Con la confisca, invece, si pone in essere un rovesciamento della situazione, togliendo alle mafie i soldi illecitamente accumulati per metterli a disposizione del pubblico. Per superare i ritardi e le lentezze burocratiche che ancora si registrano occorre creare un’ unica agenzia istituzionale, interdisciplinare, che segua dall’inizio alla fine l’iter dei beni confiscati fino al loro conferimento a enti o cooperative”. Minniti ha anche sottolineato che ”ci sono molte cooperative di giovani che stanno gia’ utilizzando i beni dei mafiosi” e ha lanciato un appello alle associazioni dei commercianti ”affinche’ contribuiscano a veicolare nei loro punti vendita i prodotti agricoli frutto di queste esperienze per allargare il circuito virtuoso dell’economia”.

    Luigi De Sena

    Sono 450 in Calabria i beni immobili appartenenti alla criminalita’ organizzata. Iniziano ad arrivare -ha aggiunto De Sena- le prime risposte. Il problema della confisca dei beni richiede -ha sottolineato- certamente dei correttivi normativi". E per esempio il prefetto di Reggio Calabria ha sottolineato l’esigenza di modificare il procedimento della confisca e della consegna che al momento prevede un tempo tra gli 8 e i 10 anni. A giudizio di De Sena andrebbero modificati questi tempi. Il prefetto poi, facendo riferimento ai beni censiti ed appartenenti alla criminalita’ organizzata ha riferito che la maggior parte ci questi sono in provincia di Reggio Calabria. De Sena, inoltre, ha fatto riferimento al protocollo d’intesa sottoscritto dall’agenzia del territorio con il Comune che a quest’ultimo ha consegnato 48 beni. De Sena, ha riferito che un analogo progetto sara’ sottoscritto con la provincia di Reggio Calabria alla quale saranno affidati 292 beni, quindi, l’80% dei beni censiti nella regione. De Sena ha annunciato, inoltre, che appena si completeranno questi iter formali altri protocolli d’intesa per l’uso dei beni confiscati saranno replicati nelle altre 4 province calabresi.

    Don Luigi Ciotti

    ”La legge Rognoni-La Torre sanci’ cos’era la mafia e mise i presupposti per la confisca dei beni. Bisogna confiscare tutti i beni alla mafia anche se c’e’ da chiedersi dove finisce il denaro liquido. L’agenzia si occupa dei beni immobili e ben vengano quelli confiscati e riutilizzati ma chissa’ quanti altri devono essere scovati perche’ in mano ai dei prestanomi. Bisogna ”restituire tutto questo alla collettivita’ se possibile aprendo delle cooperative di lavoro per dignita’, futuro e speranza ai giovani ma dobbiamo anche chiederci dove finisce tutto il denaro liquido. E soprattutto non dobbiamo dimenticare che delle 801 imprese in mano alla mafia in Italia, solo 34 sono state recuperate. Tutto il resto e’ fallito, e’ stato liquidato, si e’ perso per strada. Facendo perdere anche grandi opportunita’ di lavoro per tante persone”. A giudizio del presidente di ‘Libera’ ”c’e’ bisogno di una legge ancora piu’ chiara e incisiva. Occorre creare le condizioni per confiscare denaro liquido, beni mobili e immobili con piu’ rapidita’ ed efficacia e soprattutto bisogna formare le persone. Questo e’ un corso di formazione che parte per mettere in grado di avere piu’ strumenti, capacita’ e competenza per chi del territorio e’ chiamato nel pubblico a fare questo in modo da utilizzare in modo dignitoso questi beni. Con il miglioramento della legge – ha concluso don Ciotti – chiediamo un’agenzia nazionale perpetua: dal sequestro alla confisca quindi la liquidazione e l’utilizzo. Intercettando anche il flusso di denaro frutto di violenze, illegalita’ che viene riciclato in attivita”’