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    Placanica: “A Genova in piazza c’era anche un ufficiale; voglio essere pubblicamente processato”

    placanica"A sparare su Carlo Giuliani potrebbe essere stato un fucile di precisione, magari dall'alto". A distanza di una settimana dalle sue verità sull'omicidio di Genova del 2001, durante gli scontri del G, Mario Placanica rivela, sempre al quotidiano "CalabriaOra" nuovi scenari rispetto ai fatti di quel 20 luglio a Piazza Alimonda. L'ex Carabiniere accusato per il delitto Giuliani ma poi prosciolto adesso si chiede: "vorrei sapere perché Cavataio, l'autista del Defender su cui viaggiavamo, mi ha tolto la pistola dopo gli spari… Cavataio nell'interrogatorio ha detto di non aver sentito gli spari, allora perché me l'ha presa? Ha ricevuto

    un ordine?". Inoltre, Placanica rivela che al terzo piano di un palazzo di Piazza Alimonda, pochi minuti prima del tragico evento, c'era un ufficiale dei carabinieri e fa appello "a una signora che abita in quel palazzo" che potrebbe confermare quel suo ricordo. Ma sulle colonne di Calabria Ora – a cui va il merito di avere "riesumato" un caso chiuso troppo frettolosamente- Placanica è un fiume in piena: 2Io voglio essere processato" – dichiara- e che ogni mia dichiarazione venga resa pubblica. Preferisco essere processato che non passare per un assassino incapace di intendere e di volere; io ho sparato in aria ed infatti un colpo è finito sulla chiesa, a nove metri di altezza e l'altro ha colpito il calcinaccio".

    Già nella prime intervista resa a Calabria Ora, Placanica disse che "alcuni militari 'lavorarono' subito dopo la morte il colpo di Giuliani fracassandogli la testa".

    Fin qui Placanica; giova ricordare che la materia cerebrale è composta in maniera tale da rendere perfettamente ricostruibile, sul piano balistico, la traiettoria di un proiettile e che, comunque, il corpo di Giuliani è stato cremato