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Bova: “Area dello Stretto. Ora o mai più”

 

 

reggio_calabria_stretto_di_messina_mortelliti_strillLo sviluppo del territorio reggino e calabrese, ormai è evidente, passa attraverso scelte indifferibili.

Si cominciò a parlare di Area Metropolitana dello Stretto oltre 40 anni fa grazie ad un'intuizione del Sindaco Battaglia. Da allora, a fasi alterne, l'idea di un territorio allargato negli interessi e che inglobi tutto lo Stretto, da entrambe le sponde, che parta da Gioia Tauro e si estenda anche oltre Saline sul fronte calabrese, per abbracciare le isole Eolie e Taormina sul versante siculo ha fatto breccia nei programmi politici.

Il momento, però, somiglia a quelli tipici della svolta; ne è convinto il Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova: "L’Area metropolitana dello Stretto è una delle prospettive, forse la più importante, per lo sviluppo del nostro territorio. La sponda calabrese e quella siciliana" -afferma Bova- "attraverso questo nuovo livello istituzionale, diventeranno integrate nei fondamentali settori della vita sociale ed economica, assumendo ambizioni che, singolarmente, non potrebbero mai realizzare.
Nel 2004 presentai un progetto di legge regionale finalizzato all’istituzione dell’Area metropolitana. In questa legislatura, l’aver ripreso quel percorso, depositando di nuovo l’articolato, è stato il primo passo verso il futuro: verso quel domani che amo definire il “sogno europeo” di noi calabresi"

"Le  Aree metropolitane" -ricorda Bova- "avranno competenza esclusiva in bovapianificazione territoriale, piani del traffico, raccolta dei rifiuti, depurazione delle acque, interventi che riguardano il suolo e la difesa idrogeologica, attività culturali, grandi distribuzioni commerciali, valorizzazione e tutela dell’ambiente e, infine, reti infrastrutturali e servizi di rete. Se i valori fondamentali sono il territorio, la qualità della vita e gli elementi innovativi di un sistema urbano" -chiarisce il Presidente dell'Assemblea regionale- "questo nuovo livello istituzionale avrà competenza sulle questioni nevralgiche dell’inizio del XXI secolo"

 


"Ciò vale" -ribadisce Bova- "soprattutto per il bacino dello Stretto e, in particolare, per le città di Reggio e Messina, che rispetto alla vocazione del passato hanno una crisi di prospettive e di identità. E’ una realtà che non riesce a decollare né a coniugare le sue peculiarità con il mondo dell’università e della ricerca, anche laddove esistano notevoli potenzialità: è il caso del porto di Gioia Tauro, che oggi, nel Mediterraneo, ha perso il suo primato nel transhipment, conquistato dalla spagnola Algeciras"

 

 

"L’argomento" -conclude il Presidente- "suggerisce altre valutazioni. La prima è che dal 2010 il Mediterraneo – non solo quello europeo, ma anche la sponda nordafricana e quella del Medio Oriente – sarà un’area di libero scambio. La seconda è il progetto di prospettiva dell’Unione europea: la scelta di fondo per i prossimi anni riguarda da un lato le reti materiali ed immateriali (strade, grandi arterie di collegamento stradale, “autostrade del mare”, ma anche reti telematiche) e dall’altro un robusto intervento nel comparto della ricerca. Oggi le province di Reggio e Messina, da sole, non possono sostenere il peso di un processo così impegnativo: l’area metropolitana dello Stretto – sia a livello istituzionale, sia sul piano economico, sia nel campo della ricerca – dovrebbe consentire alle nostre comunità di misurarsi con maggiore competitività in questa sfida"

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