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Taurianova (RC) – Il ritorno alla vita 30 anni dopo l’istituzione del centro dialisi

Riceviamo e pubblichiamo – Sono Pino Pardo, commercialista in Varapodio, e solo chi, come me, ha vissuto alle dipendenze di un “rene artificiale”, di una “macchina”, può capire l’importanza del ritorno alla vita. Inizialmente curato e premurosamente assistito dalla Dott.ssa Genoeffa Frisina, dopo cinque anni di attente cure di contenimento, guidato ed assistito dai Sanitari degli Ospedali Riuniti, reparto nefrologia, di Reggio Calabria, ineluttabilmente, “entrai” in dialisi. Il periodo precedente a questo evento mi aveva portato, quasi, alla depressione più buia. Il reparto Dialisi di Taurianova – unica struttura di assoluta efficienza rimasta in vita, in quel che fu il glorioso Ospedale Civile ”Principessa di Piemonte” di Taurianova – mi accettò! Come per magìa, dopo il colloquio – con il Dirigente Responsabile preposto alla struttura del Centro Operativo di Dialisi, il Dott. Vincenzo Bruzzese, Medico di notevoli capacità professionali ed umane, apprezzato dirigente, disponibile e umile, Persona stimata ed apprezzata per la sua competenza, per i suoi modi garbati e per la grande disponibilità, – fui avviato al primo trattamento emodialitico. Il Dott. Bruzzese, con fare accogliente e determinato, mi prese subito in cura, mi fece visitare il Reparto che, nel tempo, sarebbe stato la mia seconda casa, ed i medici e gli infermieri la mia seconda famiglia. Presentato ai “colleghi” pazienti, fui accolto con tante attenzioni, calda umanità e cristiano amore, al punto tale che, in ogni seduta dialitica, diventava un piacere colloquiare con il team di medici ed infermieri volto all’ottimizzazione della cura del paziente … , medici e pazienti, con i quali si instaurava un rapporto familiare e coinvolgente, assistiti dalle affettuose premure degli infermieri e dalla costante presenza di almeno un medico sempre attento a tutte le richieste; mi hanno dato un nuovo motivo di vivere e grazie a loro, mai il sorriso si è spento sulle mie labbra! Guidato dalla coordinatrice del “Centro” signora Marianna Alviano e dal referente settore trapianti, Dott. Francesco Retez – medico preposto alla complessa fase propedeutica per l’inserimento del paziente in dialisi nella tanto agognata lista di attesa attiva per ricevere il trapianto del rene (LAT) – venni sottoposto ad una serie di analisi, visite, radiografie e valutazioni e, una volta predisposta la documentazione tutta inviata, tempestivamente, al Centro per il Trapianto di Rene dell’Ospedale Civico di Palermo Arnas ”Di Cristina” Benfratelli, lì fui ancora visitato e ritenuto idoneo, sono stato trapiantato, in quel di Palermo, ricevendo un rene subito entrato in piena funzione, il giorno stesso del mio inserimento in lista di attesa. Tutto ciò Solo dopo sette mese di dialisi e dopo solo un giorno di attesa dall’inserimento in lista (LAT)! E’ bene considerare che le persone in emodialisi ricevono il rene per il trapianto dopo lunghi anni di attesa o forse mai; questo è un record! Quindi, sono stato avviato, dal “Centro Trapianti Di Cristina”, Arnas, di Palermo, al centro dialisi di Taurianova, per le necessarie ed indispensabili cure post-trapianto, del Dott. Bruzzese. Queste cure sono necessarie anche per tutti gli altri pazienti che gravitavano nell’unità operativa di emodialisi di Taurianova e che sono stati, come me, trapiantati. L’ottimo lavoro di quei medici di Taurianova, (quattro i medici preposti dell’Unità di dialisi i dottori Vincenzo Bruzzese, Francesco Barbalace, Francesco Retez , Placido Orlando) all’evidenza dei fatti, fin qui accaduti, non sempre è supportato dai Sanitari delle strutture ospedaliere di riferimento. L’Unita Operativa Centro Dialisi di Taurianova è stata inaugurata nel settembre del 1987, conseguendo un crescendo di successi, passo dopo passo, fino ai riconoscimenti fino ad oggi maturati, quindi, una struttura che funziona, un lavoro svolto con tanto amore ed attenzione dai preposti. Perché la si vorrebbe trasferire in zona geograficamente decentrata e perciò disagevole per i pazienti che, giornalmente, sono sottoposti a terapia dialitica o controlli? Tenuto conto che i pazienti in trattamento dialitico nell’Unità Operativa di Taurianova sono 50, ma tanti altri ancora bussano alla porta, per ricevere le necessarie cure dialitiche, poiché considerano questa struttura, non un “problema da risolvere”, ma un’opportunità che va difesa e tutelata, un “valore aggiunto”, nella scellerata condizione in cui versa la sanità nella Piana di Gioia Tauro. E’ prioritario ed urgente potenziare il centro dialisi di Taurianova. Tutti meriti che il centro dialisi di Taurianova si è guadagnato nei tanti anni di lavoro, di impegno e abnegazione da parte di tutti gli addetti, sin dalla sua nascita nel 1987 (il 29.09.1987 la prima “seduta” di emodialisi effettuata presso il Centro Dialisi di Taurianova) seguita dalla ristrutturazione nell’anno 2000, quando venne inaugurata la nuova, bella e accogliente struttura realizzata con criteri moderni; più di 30 quelli in trattamento aferetico (la donazione selettiva di emocomponenti ottenuta mediante l’utilizzo di un separatore cellulare), molti i pazienti in conservativa e numerosi i trapiantati che, quotidianamente, raggiungono il centro per ricevere assistenza medica, considerata la fiducia che, i diversi centri trapianto in Italia, hanno nella struttura taurianovese. Numerosi sono poi gli ammalati che necessitano del servizio ambulatoriale e di analisi. Questo è un grande patrimonio, un’area di sanità che, finalmente, funziona: “un’oasi di efficienza in un deserto di nullità” che solo chi, come me, è stato sottoposto a dialisi, ha conosciuto ed apprezzato, paradossalmente, in modo felice e sulla propria pelle, la bontà di questo indispensabile centro di eccellenza che Gian Antonio Stella, nella sua magistrale inchiesta sul Corriere della Sera, ha definito il Centro Dialisi di Taurianova “… un fiore nel fango della sanità calabrese”. Spero che questa struttura possa avere i mezzi ed il personale aggiunto adeguato per migliorare questa magnifica realtà che è stata inaugurata nel 1987. Al Dottore Vincenzo Bruzzese – diventato nel frattempo il mio principale punto di riferimento per la sua maniera discreta ed elegante di rapportarsi – un caldo abbraccio per le battaglie combattute nell’interesse della intera collettività. Se il Centro Dialisi di Taurianova viene definito “fiore all’occhiello della sanità calabrese”, l’ottenuto riconoscimento si deve a quanti, a qualsiasi livello, fino ad ora, con impegno e sacrifici personali, si sono adoperati per farlo crescere in credibilità ed operosità, e conseguire il risultato “della prestazione di servizi”, e non solo in termini numerici, più che soddisfacente. Il nosocomio taurianovese, oggetto di restauro e di adeguamento agli standard europei, aveva fatto sperare che il rilancio e la difesa della struttura potesse concretizzarsi in un polo ad elevatissima specializzazione, invece appare il pericolo dello svuotamento con definitiva chiusura della struttura e aggravio dei disagi della numerosa utenza che ha trovato nella divisione dialisi di Taurianova, un punto di alta assistenza ed una vera oasi di accoglienza per le sedute dialitiche. La più volte paventata soppressione del reparto vanificherebbe il progetto di abbinare allo stesso un’altrettanta qualificata divisione di urologia e nefrologia complementari per dar vita ad un polo di assoluta eccellenza sanitaria tanto indispensabile per l’utenza della Piana di Gioia Tauro che in prospettiva, con l’ospedale unico della piana, la struttura di Taurianova potrebbe divenire all’avanguardia nello specifico settore delle malattie renali ed urologiche. Oggi sono un paziente felicemente trapiantato, non potrò dimenticare niente di ciò che è stato e sono felice di aver creduto da subito nell’efficienza, capacità professionali ed umane di Medici ed infermieri che mi hanno accolto e curato e dei quali sono orgoglioso. Ora sento l’intima necessità di esternare alcune mie considerazioni. Dapprima per tutti coloro che oggi stanno attraversando il limbo della dialisi: non si sentano soli: c’è un mondo dietro e aldilà della macchina che tiene in vita, un mondo buono, sano che pensa a Voi (Noi), un mondo che vede ancora il proprio lavoro come una missione. La “galleria” della dialisi è brutta da attraversare, è purtroppo sempre (o quasi) troppo lunga da percorrere e quel che è peggio è la incertezza stessa della sua lunghezza; ci si sente smarriti, senza sorriso e anche scoraggiati, impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire, lo spirito giusto per affrontarla, secondo me, sta innanzi tutto nel non dimenticare mai che passerà, che finirà perché, “… ha da passà ‘a nuttata “. In secondo luogo nel non dimenticare mai tutti quelli che ci hanno preceduto nel passato recente ed il gancio salvifico della dialisi non lo avevano ancora; quindi: Grazie Dio, Grazie Scienza Medica che hai elaborato e messo in pratica questo… “rene artificiale” e poi sperare, sperare in quella speranza che non delude mai! Altro è dettato dalla eterna riconoscenza nei confronti di tutti i donatori di organi: gesto di estrema sensibilità, maturità cristiana, ricchezza interiore ed apertura al prossimo ed alla vita; al Loro Cospetto altro non possiamo fare se non inchinarci e rendere Grazie a Nostro Signore per aver creato esseri umani di tale Spessore e Levatura … queste Persone, come ispirati, sanno che la donazione di un organo è un grande atto di amore! Perché di donazione di organi si parla così poco? Perché è forse un argomento imbarazzante? Sembrerebbe proprio di sì. Se in Italia da un lato vantiamo l’efficienza del nostro sistema dei trapianti, dall’altro non possiamo non notare che le liste dei pazienti in attesa restano lunghe; oggi oltre 10.000 pazienti aspettano un cuore, un rene, un fegato, un pancreas, ecc., e solo una persona su tre riuscirà a vincere la battaglia per la vita. Per gli altri c’è solo la lista di attesa che non lascerebbe speranza e senza la donazione dell’organo, sarebbe la fine. E’ quindi importante educare meglio alla solidarietà, promuovere la coscienza sociale e l’assunzione di responsabilità nei confronti della salute propria e degli altri. Si parla molto dei progressi della medicina in materia di trapianto e poco di donazione degli organi, come se i trapianti potessero esistere a prescindere dalle donazioni: non esiste trapianto, se non c’è donazione. Donare è un atto di amore ed il trapianto è vita! Conclusivamente, un SUPERLATIVO grazie: a chi fà dono dei suoi organi ed a chi fà il grande regalo, lasciando a noi una parte di loro.

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