Gioia Tauro (RC) – Nicola Pulimeni (Fratelli d’Italia) promette battaglia dopo sua sfiducia

mercoledì 23 agosto 2017
14:06

Riceviamo e pubblichiamo – C’è voluto quasi un mese ma alla fine, come una bomba programmata ad orologeria, deflagra inesorabile il caso dell’improvvisa quanto, in un primo momento, indecifrabile “epurazione” del portavoce cittadino di Fratelli d’Italia, Nicola Pulimeni e, così, il flebile tentativo di lavare i panni sporchi in casa va a farsi definitivamente benedire. L’idillio tra i “camerata” era finito con il sol colpo di un comunicato abbastanza laconico, a firma del portavoce provinciale Sebastiano Scuderi. Stranamente, se si pensa che nei mesi scorsi, durante la preparazione di una campagna elettorale per le comunali poi sfumata a causa dello scioglimento per mafia dell’ente, ad ogni minima nomina di partito si convocavano plateali conferenze stampa alla presenza dello “stato maggiore” del partito con tanto di telecamere “Veritas news”, testata web che gravita intorno alla figura del “padre e pastore” Massimo Ripepi, consigliere comunale reggino di “FdI” all’opposizione e leader del movimento identitario “Pace Italia” (Patto Cristiano Esteso). Stavolta ad accendere i riflettori sventolando carte alla mano la sua di verità è proprio Pulimeni che, dopo un periodo di riflessione, adesso promette battaglia. Il giovane imprenditore gioiese, distintosi, come si ricorderà, per il suo attivismo sia nelle prime fasi di organizzazione del circolo che nella costruzione delle liste per la svanita tornata delle amministrative, rivestendo a tratti anche il ruolo di mediatore tra le varie anime del centrodestra, a tal punto da guadagnarsi un’investitura ufficiale dai suoi come possibile candidato sindaco, non ci sta a finire sulla graticola e respinge con forza le pesanti accuse mosse da quanti, fino a qualche mese fa fedelissimi, oggi definisce “serpi in seno”. A Scuderi sembra infatti essere pervenuto un documento di sfiducia nei confronti dello stesso Pulimeni sottoscritto da 19 tesserati su 36 facenti parte del circolo di Gioia. Ma non è tutto: un altro brutto “tiro mancino”, come un pugno allo stomaco inaspettato, sarebbe partito da quel movimento giovanile così sostenuto e incensato. Il portavoce provinciale avrebbe infatti ricevuto una missiva che sa tanto di denuncia, a firma del portavoce di Gioventù Nazionale, Francesco Catania e della sua vice, Angela Angilletta,  nella quale vengono segnalate continue sue “ingerenze” nelle dinamiche interne nonché “pesanti e gravissime offese personali e vere e proprie angherie lesive della dignità della persona da parte del suo vice, Giuseppe Ciurleo, nei confronti degli stessi dirigenti giovanili”. Segnali giustamente da non sottovalutare per Scuderi che intende fare maggiore chiarezza e, nel frattempo, senza sentire l’altra campana, revoca l’incarico conferito, a suo dire, in maniera fiduciaria a Pulimeni. “Mi sembra anomala una sfiducia a un responsabile di circolo senza nessuna richiesta di convocazione assembleare degli iscritti – evidenzia ancora quest’ultimo. Ho fatto richiesta di accesso agli atti ma, ad oggi, non mi sono state ancora inviate documentazioni comprovanti le infondate accuse. Vengono segnalate mie ingerenze dal portavoce e vice di “GN” che assolutamente non mi risultano e anche queste non documentate. Scrivono ovunque “circolo di Gioia Tauro” e “azzeramento di tutte le cariche” per poi togliermi la fiducia non tenendo in considerazione che, secondo l’art. 6 dello statuto, il provinciale non può nominare un fiduciario dove esiste un circolo territoriale del quale io ho chiesto la costituzione avendo molto più di 10 tesserati, come previsto da regolamento: la risposta di Ripepi, tramite il portavoce della Piana, Aurelio Timpani, fu che mi sarebbe stato consentito solo un circolo ambientale senza potere politico. Alla luce di tutto questo chiedo una convocazione urgente tra le parti interessate”.

 

È un fiume in piena Pulimeni che non si da “PACE” e per prima cosa evidenzia una condotta “fallimentare del partito a livello provinciale”, dove per la terza volta viene sfiduciato un portavoce di circolo radicato sul territorio. “Oggi tocca al mio – aggiunge – che è l’unico costituito in tutte le sue parti e che ha fatto un regolare tesseramento con numeri importanti, confrontati al totale delle tessere dell’intera provincia di Reggio”. È pronto infatti a provare, chiedendo che venga ufficializzato, come il numero esatto dei tesserati del circolo di Gioia sia addirittura 116 e non 36, “in considerazione che mi sfiduciano (dicono) in 19”. Ma il fendente traverso lo riserva al “padre spirituale” Massimo Ripepi, autosospesosi da incarichi di partito a inizio agosto per fare chiarezza sulla vicenda dei contributi erogati dal Comune di Reggio a una delle sezioni dell’Istituto per la Famiglia per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, di cui è presidente nazionale Manuela Perri, figlia di Gilberto, fondatore della chiesa Pace e cognata dello stesso Ripepi. “A proposito di IpF – rincara Pulimeni – adesso cerca in qualche modo di prenderne le distanze, fino a qualche mese fa invece, a noi del partito ci riempiva di bigliettini del 5xmille in favore di questo istituto”. Un fatto che va a completare l’estate “horribilis” per il partito della Meloni in provincia, dopo che, a giugno (ma si è saputo solo nel mese dei luglio), un esponente di primo piano di “FdI”, l’avv. Francesco Meduri, era stato pestato a sangue, davanti a un bar del centro e all’ora dell’aperitivo, dal nipote del boss Tegano, senza che nessuno, in veritas, ne denunciasse l’accaduto. “Tutto ciò – rimarca Pulimeni riferendosi alla revoca – è frutto di scellerate decisioni prese da persone che non hanno le competenze per occupare alcuni ruoli: il commissariamento avviene senza preavviso dopo svariate minacce e insulti ricevuti telefonicamente dal responsabile enti locali, Ripepi, e un mio rifiuto a rassegnare le dimissioni solo perché non ho eseguito i suoi ordini. A suo dire, – Pulimeni rincara la dose – le vere motivazioni della mia sfiducia nascono dal non aver nominato nel direttivo territoriale tale Vincenzo Bagalà, che ho fatto confluire in “FdI” con la promessa che avrebbe fatto integrare al nostro gruppo già consistente, un gruppetto di persone da lui presieduto (“Gioia in Azione”) e che poi si è rivelato inesistente”. Pulimeni sviscera altri clamorosi retroscena: “dopo mie continue segnalazioni al provinciale – racconta – sul fatto che Bagalà voleva a tutti i costi portarmi ad allearmi per le amministrative con il candidato Schiavone, che è dirigente del movimento Sovranista, nulla è stato fatto se non chiedere le mie dimissioni. Questo mi fa dedurre che il provinciale, rendendosi conto di non avere le capacità di organizzare il partito e cercando solo una crescita personale del dott. Ripepi, abbia organizzando una sorta di “complotto” con i sovranisti a discapito del partito aggravato da foto pubblicate e poi subito cancellate di una scampagnata dove Ripepi era seduto accanto a Giuseppe Scopelliti e al suo gruppo. Guarda caso, prima di quel pranzo, per Ripepi Bagalà era da tenere come semplice tesserato, dopo, invece, da nominare nel direttivo a mio discapito. Difficile adesso scambiarsi un segno di pace …

Nicola Pulimeni tesserato Fratelli D’Italia

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