Fusione Corigliano-Rossano, cittadini di Spezzano Piccolo al sindaco: “Continuate la giusta strada intrapresa”

lunedì 21 agosto 2017
10:53

Egregio signor Sindaco di Corigliano Calabro, stiamo seguendo sulla stampa la discussione sulla fusione di Corigliano e Rossano. Non vogliamo entrare nelle motivazioni politiche del fronte del No e del Si; a Lei, però, che sta chiedendo regole certe e chiare, vogliamo testimoniare tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Parliamo dalla parte di chi ha subito la grande ingiustizia di vedere la comunità di appartenenza annessa, in maniera forzosa, in una fusione anche dopo aver democraticamente espresso il voto contrario a tale iniziativa. Una ingiustizia sancita dalla maggioranza presente in consiglio regionale il 4 maggio 2017 nonostante avessimo più volte evidenziato come quella prima applicazione della legge avrebbe costituito un precedente anche per il referendum del 22 ottobre. Ricordiamo che, in quella occasione, il consiglio regionale, applicando in maniera nettamente difforme ai principi sanciti dall’articolo 16 della legge 43/2016, ha ritenuto di avallare il calcolo del risultato referendario sommando i voti dell’intero bacino e non comune per comune. A puro titolo informativo riportiamo parte di quanto dichiarò il vice presidente Viscomi, a dicembre 2016, alla prima commissione consiliare a supporto della modifica della legge 9/2016, legge madre di tutti i guasti, che modificò la legge 13/83, approvata quasi due anni dopo che i consigli comunali avevano deliberato l’adesione alla proposta di fusione: “ ……. A tal riguardo, anticipo fin d’ora la volontà della Giunta di intervenire, oggi stesso, con un emendamento al collegato alla legge di stabilità che sarà discussa in Commissione Bilancio, al fine di riassegnare un ruolo centrale alla volontà popolare espressa in ognuno dei comuni interessati al processo di fusione al fine di evitare che quest’ultimo possa tradursi in una sorta di annessione forzosa”. Il consigliere Aieta, relatore di maggioranza, nel consiglio del 21 dicembre 2016 dichiarava: “ La modifica di cui all’articolo 13, si rende necessaria per evitare che nelle consultazioni referendarie, per la fusione di due o più Comuni, si possa verificare che i Comuni più grandi prevarichino la volontà popolare dei Comuni più piccoli. Detta modifica consiste nella soppressione dell’inciso che, attualmente, prevede il computo dei voti, non nell’ambito di ogni singolo Comune interessato, ma complessivamente nell’intero bacino elettorale”. Nonostante fossero chiare le motivazioni, che spingevano il consiglio regionale a modificare la legge 9/2016, in fase di applicazione questi concetti vennero stravolti applicando praticamente la legge in maniere contraria alle motivazioni per cui era stata emanata.
Un comportamento sconcertante che calpesta basilari principi democratici e costituzionali che ci ha portati a dover ricorrere al TAR per chiedere il ripristino delle basilari regole democratiche. Un’arroganza politica dettata solo da improvvisazione e interessi politici che poco hanno a che fare con gli interessi della cittadinanza interessata. A dire il vero ci saremmo aspettai che, dopo quanto successo a Spezzano Piccolo, a chiedere chiarezza alla regione Calabria fossero tutti gli interessati al referendum del 22 ottobre ( TAR permettendo ). A prescindere se a favore o contro la fusione. Questo registriamo con rammarico non è avvenuto eppure la chiarezza, il rispetto della volontà popolare e dei principi costituzionali crediamo vengano prima di tutto. Il referendum consultivo, obbligatorio secondo quanto stabilito dall’articolo 133 comma 2 della Costituzione, chiarissima anche in questo caso, infatti recita: “…… sentite le popolazioni interessate …..” ha avuto il limite di parlare ad un consiglio regionale calabrese sordo; ti chiede ma fa il contrario di quello che gli dici. Dopo tutto l’assurdo che si è verificato una delle domande più frequenti che ci facciamo a Spezzano Piccolo è: a cosa è servito andare a votare se poi la nostra volontà democraticamente espressa con il voto non viene rispettata? Signor Sindaco continuate sulla giusta strada intrapresa: fate che la stessa domanda domani non se la debbano porre anche i cittadini della vostra comunità”.

Liberi cittadini di Spezzano Piccolo

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