Gelateria la Pineta 2: I figli di nessuno sommersi dalla fogna. Mi domando: siamo forse figli di un dio minore?

martedì 04 luglio 2017
19:03

Riceviamo e pubblichiamo – Sono una libera cittadina italiana, gelataia per passione da 2 generazioni. Espongo quanto segue per porgere le mie scuse ai clienti che già dal 2004 mi sostengono nelle mie attività distinguendomi sempre per genuinità qualità e prezzo. Dopo aver passato la mia adolescenza a Mosorrofa nel 2004 con i miei parenti abbiamo trasformato da ghetto a villa una location con aiuole, alberi di valore e tanto altro per far sì che l’ultimo tratto della via Marina potesse essere valorizzato con regolare nullaosta e autorizzazioni. Fino al 2009 tutto in regola, idem poi per il passaggio da mio padre a mio zio fino al 2014. Successivamente il passaggio a mio cugino omonimo e da qui problemi a iosa, come scriveva ai tempi un giornalista che denunciava tutti i soprusi perpetrati a danno della gelateria da parte di alcuni dirigenti comunali accusati a vario titolo per favorire gli interessi di attività nelle vicinanze, come si sta verificando oggi con i lavori del prolungamento del lungomare Falcomatá contro tutte le regole democratiche e del buon senso. Ma è proprio vero che al peggio non c’è mai fine; visto la mole di lavoro a Marzo 2016 ristrutturiamo i locali sia interni che esterni. Ad agosto arriva una lettera di esproprio da parte del comune il quale ci intimava a sgomberare i locali e siamo stati costretti a chiudere la nostra attività. Subito dopo veniamo a sapere che il comune non aveva il nulla osta per poter procedere con l’esproprio, oltre al danno la beffa, perché dal progetto si scopre che tutto lo scempio sotto la gelateria rimane e viene tolto solo ció che rendeva attrazione per turisti e cittadini ovvero la gelateria ‘’La Pineta’’. Comunque essendo una famiglia di lavoratori umili e onesti ci interessiamo per il vecchio ‘’bar riviera’’ conosciuto anche come ”Luca” proprio sotto il monumento dei caduti, locale che fin dal 1952 è stato sempre attivo. Apriamo il 29 Aprile e chiudiamo il 10 Maggio e per correttezza devo dire che avevano ragione, in quanto ci mancava il contratto di affitto. Abbiamo provveduto con atto notarile a registrare il contratto di affitto e sistemiamo la situazione, sorge però subito un altro problema. Nel pieno del lavoro ci entra la fogna dentro la rivendita, essendo un locale del comune lo interpelliamo e, dopo una strafottenza iniziale che si trasforma in agonia con il passare del tempo abbiamo però, la fortuna di incontrare dei santi che per 15 giorni intervengono ad ogni nostra chiamata. Ci siamo resi conto che per risolvere il problema bisogna rifare una rete fognaria nuova che arrivi in via Marina alta. Questo è un lavoro di competenza comunale, del patrimonio edilizio e della sovrintendenza. Ma per accorciare ero disposta a farlo a mie spese anche se solo per domande e autorizzazioni avrei dovuto spendere molto. Ma dato la nostra professionalità non era un problema economico, avrei fatto tutto con tranquillità. Signori qui casca l’asino; Mi viene riferito dal patrimonio edilizio che il vecchio proprietario è moroso nei confronti del comune da molti anni, ora mi chiedo e vi chiedo: come mai non è stato fatto uno sfratto per morosità prima che entrassimo noi? Come mai mi viene detto che bisogna rifare il bando, se sappiamo tutti che a Reggio Calabria(Città Metropolitana) ognuno si aggiudica il proprio locale senza interferenze? Ed oggi che mi continua ad uscire la fogna dentro la gelateria con tutta la buona volontà di ripristinare e valorizzare una parte di Via Marina abbandonata, come faccio a lavorare se da un momento all’altro vengo buttata fuori non avendo secondo il patrimonio edilizio nessun titolo, se non l’atto notarile dell’azienda che i vecchi proprietari mi hanno fatto. Non mi spaventa andare in magistratura e far scoprire tutta la corruzione e lo schifo che regna sovrano a Reggio Calabria, ma mi spaventa la lungaggine burocratica che mi porterebbe a risolvere i miei problemi ad estate ormai terminata. Con grande rammarico, da imprenditrice mi vedo costretta a deporre le armi e a chiudere la nostra seconda attività, non sicuramente per mio volere. Signori non me la sento di lavorare con la fogna in mezzo ai miei clienti, siamo una famiglia di imprenditori per passione e ci siamo distinti sempre per l’alta qualità, la pulizia e la cortesia del nostro staff, non per niente mio padre Ciccio Nicolò è stato riconosciuto in più manifestazioni il maestro del gelato ricevendo in tutta Italia riconoscimenti per la qualità del vero gelato artigianale. Con grande dispiacere ringraziamo tutti i nostri amatissimi clienti e tutti quelli che in noi hanno creduto, non vi do un arrivederci perché sto pensando di valutare le innumerevoli offerte che ci giungono da tutta Italia per l’ottima qualità del nostro gelato artigianale. Da Reggina è brutto dirlo; ma non conviene investire nemmeno un centesimo in questa fantomatica città metropolitana. Grazie a tutti.

Giada Nicolò

P.S. Solo per mera curiosità: tutte le attività commerciali e non, di proprietà del comune, con decenni di morosità (vedi gazebi), come hanno risolto il problema? Grazie anticipatamente a chi mi darà delle risposte. Per un vostro gradito parere contattateci sulla pagina Facebook della gelateria ”La Pineta 2”.

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