Home / RUBRICHE / Lettere a Strill / E’ necessario uno scatto di reni per l’aeroporto di Crotone, tempi certi o estate saltata

E’ necessario uno scatto di reni per l’aeroporto di Crotone, tempi certi o estate saltata

Riceviamo e pubblichiamo – Dopo il thriller consumato al tavolo di Roma con la contemporanea pubblicazione della sentenza del TAR che annullava il bando/pastrocchio scritto da ENAC, ecco arrivare l’ennesimo tavolo convocato a Catanzaro, in quel motore propulsore della Calabria che chiamano cittadella. Grandi buoni propositi per l’Aeroporto S. Anna. Ma non era il caso di invitare alla stessa riunione l’attore principale di tutta la vicenda? I geni di ENAC che hanno portato lo scalo in queste condizioni? Sarebbe stato troppo avere questi campioni di Roma?
Persino un sindaco si preoccupa di custodire la struttura chiusa per inerzia e tempi infiniti dei burocrati romani a cui sarebbe bene ricordare che custodirla e mantenerla in efficienza sarebbe compito loro. Poteva essere tempo prezioso, quello della chiusura dell’aeroporto, per fare quelle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria sempre utili e necessarie se hai un minimo di amore per un bene che non t’ha regalato nessuno ma che hai il dovere di mantenere. Ma se si parla di Roma sembra si stia parlando di livelli troppo alti, dove almeno ti devi tenere un po’ inchinato quando ti danno il permesso di parlare. La soluzione per l’estate prossima,  praticamente già avviata, deve arrivare da chi ci ha messo in queste condizioni: l’ENAC. Non basterebbe mai ogni azione di buona volontà se non si investe chi gestisce per conto nostro, veri proprietari, l’aeroporto di S. Anna. Ad una responsabilità enorme che ha prodotto, con almeno un anno di tempo perso, danni che sono ben al di sopra di una quarantina di dipendenti licenziati, provvedano da Roma alla soluzione per l’immediata riapertura. Troppo tempo è trascorso con promesse vaghe e sempre nell’ottica del nostro caro “po’ vidimu”. Il tempo è scaduto, chi ha responsabilità paghi o , avendone facoltà, riapra lo scalo subito. La Regione, i Comuni, la gente tutta di questa parte d’Italia chieda conto: non si chiede un favore, ma si rivendica un diritto da parte di chi non si sente figlio di un Dio minore. Se non ci sentiamo di farlo per noi stessi  facciamolo per i nostri nonni che ci hanno lasciato questa infrastruttura e per i nostri figli che avranno uno strumento in più per sperare di crescere nella loro terra! Usciamo da questa rassegnazione e sonnolenza che rischiamo sia l’etichetta che la storia assegnerà per sempre alla nostra generazione.
Giuseppe Monizzi

Leggi qui!

Memorie | Le memoria dei minatori mottesi e la “missione” di Benedetto Mallamaci

di Anna Foti – “Impasto di prestanza/Miniera d’altruismo/Agonizzando/Vive i suoi vent’anni/Senza futuro”. Questi versi traboccanti …