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Messina – Lettera sociale a Saro Visicaro

Riceviamo e pubblichiamo – “Caro Saro Visicaro, questa lettera di denuncia Sociale di fine anno va a Te -Ultimo tra gli Ultimi, poiché malgrado tutto, dentro i margini ristretti di questa città, continui a versare il Tuo contributo da fiero cittadino, sempre disposto a sporcarTi le mani, nelle più disparate iniziative, spesso disobbedendo alle regole imposte, all’aria trita e ritrita di certo sciacallaggio vigente.
Lo faccio attraverso queste righe, perché molto probabilmente tra Ultimi ci si comprende in qualche modo, nonostante le diversità, le varie esperienze della vita, l’età, ma ciò non toglie la determinazione , l’attimo necessario che infine ne assembla tutte le azioni, ed è per questo che vorrei illustrarTi l’abbandono quasi totale, delle periferie della zona Sud, quasi una maledizione per Taluni, eppure, parte viva di una Comunità.
Vorrei portarTi a conoscenza, della disastrosa situazione del ponte di Mili Marina, ubicato sulla Vecchia Nazionale, adibito a strettoie e imbracature precarie, dopo ben quattro anni, in cui mi sono speso invano, a chiederne manutenzioni, interventi, risoluzioni, con esposti, denunce, sproloquiando invano, dentro una fitta rete di Poteri a me sconosciuti;
vorrei parlarTi, spostandoci in un altro Villaggio, del ponte di Santa Margherita, sito nel cuore del paese, nel versante monte, ove l’ennesimo disastro, vige a spettacolo permanente, nella vallata del fiume, che collega la Contrada Ortera: impraticabile, pericolosa, nessuna manutenzione, nonostante i segni evidenti di cedimento. E pensare che qui un tempo, si svolgevano i tornei estivi di calcetto, quando la manutenzione era più o meno cosciente. Oggi, quel che resta di questo tratto, coi relativi crolli, e solo la lugubre decadenza di un luogo comunque abitato, senza dimenticare il rischio idrogeologico del punto;
allontanandoci di qualche metro, vorrei inoltre parlarTi del greto del Santo Stefano, anch’esso, inondato da distese di fango, e accumuli di detriti, certamente in concausa affine all’illegalità purtroppo diffusa, ma .. perché non c’è voglia di relazionarsi in merito, per arginare certi rischi?
Poi – e concludo, tornando indietro e immettendoci sulla SS 114: le stragi annunciate di questa strada maledetta, più volte evidenziati dal sottoscritto, grazie anche al Tuo supporto negli anni precedenti, promotori di iniziative e Comitati, senza contare un accumulo di carte e documenti, che a differenza del sangue versato, non hanno fatto strada nel cuore delle Amministrazioni, senza tralasciare la ferita sempre aperta del Depuratore di Mili, e i piccoli spazi/villette verdi a ridosso dei centro commerciali di Tremestieri, totalmente abbandonati da ogni sorta di decoro urbano.
Caro Saro Visicaro, Ti ringrazio per l’attenzione di questa missiva, augurando a Te, e a tutti gli ultimi della città – Buon Anno“.

Salvatore Piconese

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