Lettere a Strill – Ma il referendum non vi ha insegnato niente?

sabato 10 dicembre 2016
16:13

Riceviamo e pubblichiamo – “Non è passata neanche una settimana dalla consultazione referendaria ma la nostra classe politica continua ad agire dimostrando che la determinazione dei cittadini a non farsi prendere in giro attraverso proclami,conferenze stampa,promesse non mantenute e tutto l’armamentario annesso e connesso non si può più sopportare.
Abbiamo una città ridotta ai minimi termini,basta leggere le varie classifiche pubblicate dai quotidiani a conferma di quel che ogni reggino già da solo sa e percepisce sulla propria pelle,non abbiamo una giunta degna di questo nome,e di questo ne avevamo piena contezza visto che sin dal suo insediamento la sua totale inconcludenza (fatta eccezione per un assessore,anomalia che verrà
presto rimossa) è stata palese,tanto palese che anche colui che l’aveva formata ne ha dovuto prendere atto,e che cosa escogitano i nostri “soloni”:chiudono l’isola ecologica di Via Reggio Campi
gestita dalla cooperativa rom 1995.
Una lettera,hanno inviato una lettera per licenziare un attività utile non solo per la sua valenza intrinseca,ma anche per la sua incontestabile valenza sociale.
Noi,e lo diciamo subito onde evitare equivoci,non abbiamo alcun interesse ne diretto ne indiretto afferente questa cooperativa,ma ben ci ricordiamo quanti e quali furono le proteste quando la stessa venne,già in tempi passati,chiusa.
Cosa sia cambiato da quel tempo non è dato sapere,o forse si intuisce dal cambiamento di posizionamento politico di chi trasformandosi da opposizione in maggioranza dimentica in fretta ciò che ha promesso e ciò che diceva (vedi il ponte sullo stretto) per incarnare quel ruolo di potere distante dai cittadini e dalla realtà.
Ci auguriamo che la città protesti con forza per questo atto così inutile e disumano e faccia capire a chi di dovere che non si può governare galleggiando sperando che tanto nessuno se ne accorga.
Si trovi urgentemente una risposta nei termini:positiva e improntata alla continuità del servizio e si ridia dignità a chi con dignità lavora“.

Giovanni Sergi (Presidente Ethos)

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