Home / RUBRICHE / Lettere a Strill / “La cultura a Lamezia sotterrata”

“La cultura a Lamezia sotterrata”

Riceviamo e pubblichiamo – “Ogni città degna di tale nome, va sempre alla ricerca del suo passato, delle sue radici, di ciò che l’ha resa importante, seguendo le tracce del suo passato. Il medioevo è stato per la storia della civiltà un periodo di oscurantismo anche se sotto le ceneri ardevano le braci. Col tempo i popoli sono usciti da questo oscurantismo. Solo Lamezia è rimasta chiusa nel medioevo. In ogni parte d’Italia là dove sono stati trovati resti o tracce di antica civiltà, hanno fatto sì che venissero alla luce ed esposte all’attenzione di tutti. Spesso questo modo di operare ha dato la forza per un rilancio in termini di civiltà e progresso: i resti di Sibari, Kroton, Skolacium, Locri e tanti altri, oggi sono meta di pellegrinaggi turistici e culturali, attirano gente da ogni dove. E Lamezia? Abbiamo una storia che si perde nella notte dei tempi. Siamo figli del mito della Sirena Ligea. Eppure le poche tracce di una civiltà di grande splendore dell’antichità sono appena visibili o meglio, esposte all’intemperie con difficile accesso agli occhi dei lametini, figuriamoci ai turisti. L’antica Terina, l’Abbazia di Sant’Eufemia, il vecchio Castello Normanno, il Bastione di Malta, vestigia degli antichi Padri, che se opportunamente pubblicizzate potrebbero portare notevoli vantaggi economici all’interno della città. Che comunque la nostra storia, fonte di progresso e di rilancio economico negli anni è stata nascosta, è un dato di fatto che si ripete nel tempo, ultimo esempio i resti venuti alla luce per puro caso in Piazza della Repubblica di vecchie mura, spesse oltre un metro e mezzo, probabilmente edificate verso la fine del 1700, anziché essere esposte all’attenzione dell’opinione pubblica come reperto storico, è stato prontamente sotterrato per fare posto ad una invidiabile rotatoria, introdotta da una moderna concezione urbana, introdotta dall’amministrazione Speranza e prontamente raccolta e continuata dall’attuale amministrazione. È una vergogna che tracce dell’antica città vengano nascoste ai nostri occhi. Anziché continuare gli scavi portando alla luce il manufatto storico, cercare i resti della vecchia Cattedrale la cui localizzazione è ben risaputa, cercare la Basilica di Santa Maria degli Angeli, si pensa a nascondere ciò che per puro caso viene alla luce. Povera Lamezia. Lamezia vecchio nome di un’antica città che si specchiava nelle acque del Flumen Lameticus, scomparsa all’improvviso e nel nulla nel secondo secolo avanti Cristo.
Il presidente di Rinascita di Lamezia, Rosario Messone
“.

Rosario Messone

Leggi qui!

Memorie | Le memoria dei minatori mottesi e la “missione” di Benedetto Mallamaci

di Anna Foti – “Impasto di prestanza/Miniera d’altruismo/Agonizzando/Vive i suoi vent’anni/Senza futuro”. Questi versi traboccanti …