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Trasversale delle Serre, Pungitore: “E’ chiara la nostra identità, né supini alla politica, né urlatori, né demagoghi, né populisti”

Il Comitato ha una sua condotta lineare da sempre, una sua identità ben precisa: né supini alla politica, né urlatori, né demagoghi, né populisti. Possiamo mantenere questa barra dritta, senza tentennamenti, perché abbiamo un obiettivo generale e concreto da realizzare, che non ha nulla a che vedere con le nostre singole vicende personali: sollecitare il completamento definitivo della Trasversale delle Serre. Svolgiamo la nostra azione da cittadini. Cosa strana per qualcuno, siamo tutti liberi da appartenenze, ambizioni elettorali, interessi personali, lacci e laccioli. Non c’è spazio, tra di noi, per insinuare equivoci di basso livello. Tutto quello che facciamo (i nostri dibattiti, le nostre assemblee, le nostre manifestazioni), accade pubblicamente e alla luce del sole, non nelle segrete stanze di una setta o di un partito. Magari, questo, può anche scandalizzare qualcuno. Ma non abbiamo immagini patinate da difendere. Siamo così, spontanei e sinceri. Non siamo contro la “politica”, perché anche il nostro impegno civile e democratico è fare “politica”, ma non tiriamo certamente la carretta a nessun “politico”. E questo è molto chiaro ed evidente, nei nostri comportamenti e nei risultati ottenuti. Non abbiamo né crediti né debiti da scontare, con nessuno. Questa è la nostra forza. La forza che ci ha consentito di confrontarci a muso duro su tutti i tavoli, partendo dai sindaci per finire all’Anas e alla Regione, segnando uno spartiacque tra un prima e un dopo nella storia della Trasversale: “prima” che il Comitato nascesse e “dopo”. C’era un “prima” che non possiamo dimenticare. Il prima della superstrada fantasma, fatta a piccoli pezzi, con i cantieri fermi e una lunga sequela di promesse sempre, puntualmente smentite. C’è un dopo che comincia adesso, con l’inaugurazione del tratto Chiaravalle-Cardinale e la possibilità di fruire, finalmente, dell’intero tracciato che va da Gagliato a Serra San Bruno. Una liberazione per tutto questo vasto territorio. Statene certi, il Comitato ha ancora la giusta voglia e tante energie da spendere per continuare a lottare affinché sulla Trasversale delle Serre non cada nuovamente il silenzio. Quanto ai meriti… Ebbene, meriti non ce ne sono per nessuno. Non è un merito l’aver realizzato 20 chilometri di strada in 50 anni. Non è un merito rispettare un contratto e concludere un cantiere nei tempi previsti. Non è un merito dire, a qualsiasi livello lo si dica, di volersi impegnare per realizzare un’opera di pubblico interesse attesa da mezzo secolo. E’ un dovere, non un merito. In un Paese civile, dovrebbe essere la “normalità”. Qui da noi diventa un caso eccezionale da celebrare! Facciamo in modo che non sia più così.

Francesco Pungitore
Presidente Comitato “Trasversale delle Serre – 50 anni di sviluppo negato”

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