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    ”Lo sviluppo non passa dal centro: investire sul litorale nord”

    Riceviamo e pubblichiamo – Gentile Direttore,

    3 milioni e 850 mila euro (Fondi Città Metropolitana) sono previsti per la riqualificazione del lungomare Matteotti sia dal punto di vista ambientale che architettonico. Il Sindaco Falcomatà esalta gli interventi “nel cuore storico, culturale, ambientale e popolare della città” parla di luoghi dell’anima e di progetti che dialogano tra di loro grazie alla consapevolezza che ogni opera è parte del tutto. La domanda è: i cittadini di Reggio e i turisti (pochi) ne avevano bisogno? Se c’è un’area su cui si potrebbero risparmiare investimenti quella è proprio il centro cittadino, che necessita soltanto di una buona manutenzione. Del resto i progetti di riqualificazione per il centro esistono già (tutti finanziati e iter avviati da anni) e daranno
    nuovo lustro alla nostra area urbana. Se non si portano a compimento è per inefficienze e/o inerzie dell’attuale Amministrazione soprattutto sul piano
    della vigilanza nelle fasi attuative delle opere: Corso Garibaldi, Piazza Italia, Piazza Duomo, vertenza Lido Comunale ecc. Per far ripartire la vita sociale ed
    economica della città di Reggio, attualmente immobile e depressa, forse occorre guardare oltre ed andare a rintracciare i “luoghi dell’anima” dimenticati. Le periferie sud e nord. Pellaro e Catona. Due litorali stupendi oggi nel degrado e nell’abbandono amministrativo e progettuale. Se Pellaro ha in cantiere alcuni interventi, Catona è  nell’oblio di questa Amministrazione Comunale, non vi è traccia di programmazione, eppure è uno dei tratti costieri più suggestivi da ridisegnare, rigenerare e potenziare immediatamente. Reggio città turistica deve sganciarsi dalla visione del lungomare come unico attrattore centrale ed approcciare la prospettiva multicentrica. Vi sono a Catona interi quartieri (dormitori) da riprogettare e far rinascere con significative opere di riqualificazione ispirate dalle
    vocazioni territoriali dei residenti, per collocarle in una prospettiva di rilancio non solamente estetico, ma anche economico e produttivo. Occorrono
    investimenti pubblici diretti con l’utilizzo dei vari fondi disponibili (Patti, PON, Decreto Reggio ecc): la riqualificazione edilizia ed energetica, il miglioramento dei trasporti pubblici, il supporto per l’implementazione di nuove imprese e l’innovazione di quelle esistenti nei settori della pesca, della ristorazione, dell’enogastronomia, dell’artigianato, del turismo balneare. Gli interventi da realizzare sono numerosi e sarebbero strategici per uno sviluppo che sia reale e organico per la città, e non di facciata e dissociato, come quello in atto prefigurato dall’Amministrazione Falcomatà.

    F. D’Amato