“Il non compleanno dello sblocco dei contratti”

venerdì 29 luglio 2016
20:04

“ Festeggiamo il ‘non compleanno’ del rinnovo dei contratti ”. E’ questo l’incipit della lettera che Gianni Tonelli, Segretario Generale del SAP, Sindacato Autonomo di Polizia, ha inviato al Ministro Madia a un anno esatto dalla sentenza della Corte Costituzionale circa l’illegittimità del blocco dei contratti, era infatti il 29 luglio del 2015 quando venne pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

La Segreteria Provinciale del SAP, di Reggio Calabria, oggi per ricordare al Ministro MADIA che “ festeggiamo un anno di illegalità ” ha consegnato in Prefettura, per l’inoltro al Ministro, un nota nella quale viene evidenziato che “il contratto nazionale è un elemento centrale di equità sociale redistributiva alla base dell’intero sistema; ogni lavoratore ha il diritto a una retribuzione sufficiente e proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, nonché alla dignità professionale”.

Sebbene, infatti, la sentenza abbia dichiarato “ l’illegittimità costituzionale sopravvenuta (…) del regime di sospensione della contrattazione collettiva risultante dal (…) decreto-legge 6 luglio 2011 ” l’esecutivo non ha ancora messo in moto la macchina burocratica né sembra intenzionato a farlo, almeno per il momento. Anzi – aggiunge il SAP – Il Ministro Madia, in un recente incontro con alcuni sindacati, ha sostenuto che il rinnovo dei contratti pubblici si terrà se ci sarà più sviluppo e maggiore crescita economica.

Questo, oltre a sconfessare la sentenza della Corte Costituzionale, è un modo per continuare a fare melina prendendo in giro i dipendenti pubblici, primi tra tutti quelli del Comparto sicurezza (oltre 300mila); il SAP aggiunge inoltre “ l’esecutivo si è anche rifiutato di incontrare i rappresentati delle Organizzazioni Sindacali del comparto sicurezza, violando così le norme basilari del nostro ordinamento, nessun Governo, negli ultimi venti anni, lo aveva fatto!”.

Noi riteniamo che il pilastro di ogni ordinamento democratico deve essere la sicurezza, vista anche la minaccia incombente del terrorismo islamico, non si può, dunque, lesinare sulla sicurezza interna poiché rappresenta il presupposto per lo sviluppo e la crescita di ogni Nazione.

Allo stato dell’arte, dunque, nessun contratto di lavoro è stato rinnovato, nessuna trattativa è stata ancora instaurata e il Governo continua a perpetrare la sua condotta di illegittimità nei confronti degli uomini e donne delle Forze dell’Ordine, con un atteggiamento sfacciatamente al di sopra delle regole e del buon senso, che calpesta la dignità di migliaia di professionisti della sicurezza.

Legittimo rinnovo del contratto di lavoro e sblocco del turnover, in aggiunta alle dotazioni logistiche e di equipaggiamento degli agenti (automobili, divise, ecc..), nonché la formazione degli operatori di polizia: è questo che chiede il SAP!

Infatti, oltre alla mancanza di un contratto, che pure ci è dovuto, intendiamo mettere in luce le reali condizioni dell’apparato ormai debilitato da anni di tagli; la nostra azione di denunzia si è fatta più incisiva soprattutto all’indomani degli attacchi terroristici di Parigi che hanno fatto emergere le gravi lacune in cui versa il sistema sicurezza.
Tutto ciò è’ inaccettabile, si continua a voler dare un’immagine di una polizia moderna, al passo con i tempi, quando invece spesso si sopperisce alle mancanze con iniziative personali poiché mancano fondi anche per le necessità più banali.
Anche a Reggio Calabria ed in provincia segnaliamo, che negli uffici di Polizia “ la situazione è al collasso ” gli agenti sono costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio, dichiarano i segretari, stesso discorso vale per le divise, “ non ne mandano più ”, ed anche le richieste fatte dalla Questura, finalizzate alla sostituzione di capi rotti o logori e nuove autovetture, finora, sono rimaste quasi lettera morta; utilizziamo autovetture di servizio con più di duecentomila chilometri, vestiario insufficiente e inappropriato, personale sempre più vecchio con una media che rasenta i 50 anni, pulizie degli Uffici e delle caserme pressoché inesistenti, così come la climatizzazione degli ambienti di lavoro, e lezioni di aggiornamento professionale non all’altezza del periodo storico che stiamo vivendo.
Purtroppo, nonostante si parli tanto di terrorismo nulla di positivo accade, dobbiamo confrontarci quotidianamente con carenze di ogni tipo che vengono superate solo grazie allo spirito di sacrificio degli operatori di polizia che quotidianamente fanno fronte a quella che non può più essere definita una emergenza atteso che pare sia, sempre più, una routine.
Per la consueta attenzione e la gentile pubblicazione

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