Patti per il Sud – “Lo sviluppo di Reggio Calabria: subito un Piano di Rilancio delle Periferie”

lunedì 20 giugno 2016
20:19

Gentile Direttore,

Le recenti firme dei Patti e l’annuncio della rimodulazione del Decreto Reggio da parte del Sindaco Falcomatà pongono la necessità di un urgente Piano di rilancio delle cosiddette periferie della nostra città, come ad es. Catona. Il tema del recupero delle periferie, aree in cui si concentrano non solo le maggiori problematicità urbane ma anche le sfide più importanti per il rilancio dell’economia a livello locale e nazionale, prevede la riqualificazione edilizia ed energetica, il miglioramento dei trasporti pubblici, il supporto per l’implementazione di nuove imprese e l’innovazione di quelle esistenti nei settori della pesca, della ristorazione, dell’enogastronomia, dell’artigianato, del turismo balneare e non solo. Gli interventi da realizzare per salvare interi pezzi dell’area urbana di Reggio Calabria dal degrado e dall’abbandono in cui si trovano attualmente sono numerosi. Per fare questo credo occorra necessariamente mettere a punto un Piano di Rilancio delle Periferie accompagnato da un’opera di coinvolgimento dei residenti. Unire partecipazione civica a rigenerazione urbana consente di dare un senso condiviso a quell’opera di “rammendo delle periferie” così definita dal Senatore a vita Arch. Renzo Piano negli ultimi anni e messa al centro di un ampio dibattito pubblico che ha coinvolto gli stessi architetti, esperti e mondo della pubblica amministrazione. Si potrebbe chiedere ad es. il coinvolgimento del gruppo di lavoro G124 promosso dal Senatore, questo team prende spunto dal nome dell’ufficio di Palazzo Giustiniani in cui Renzo Piano ha riunito sei giovani architetti impegnati per un anno in progetti di riqualificazione delle periferie di diverse città italiane. L’iniziativa, interamente finanziata attraverso lo stipendio parlamentare di Renzo Piano, sta promuovendo il recupero di numerose zone periferiche italiane grazie ad interventi mirati che puntano al rilancio complessivo di aree specifiche a forte interesse pubblico (come i progetti di recupero a Catania e Torino). Interi quartieri riprogettati e fatti rinascere con significative opere di riqualificazione ispirate dalle vocazioni territoriali dei residenti e collocate in una prospettiva di rilancio non solamente estetico (restyling), ma anche economico e produttivo nelle aree prescelte.
Il confronto con le strategie messe in campo nel resto d’Europa in centri di medie e grandi dimensioni sta favorendo, da parte dei giovani architetti del G124, il recupero dei quartieri di Tor Sapienza a Roma e della Mazzarrona a Siracusa. Il recupero energetico delle abitazioni, il riutilizzo sociale del mercato rionale e la creazione di una filiera produttiva locale legata al riuso e al riciclo sono alcune delle proposte emerse. Attraverso l’utilizzo delle tecniche di Open innovation adottate da anni con successo dalla città di York, Siracusa ha coinvolto diverse categorie di residenti (dai bambini agli anziani) nell’individuazione di una sfida da affrontare collettivamente attraverso azioni mirate capaci di assicurare al contempo riqualificazione spaziale e coesione sociale. In quest’area caratterizzata dalla presenza di un ampio patrimonio di edilizia popolare da riqualificare e di un reddito medio nettamente inferiore rispetto al resto della città, il progetto sta favorendo un utilizzo diffuso della pista ciclabile che costeggia il mare e collega al centro cittadino promuovendo azioni di educazione alla mobilità pulita rivolte ai più piccoli e interventi di aggregazione negli spazi abbandonati del quartiere.
La giunta Falcomatà pertanto se vuole effettuare una vera svolta deve necessariamente cogliere la sfida: un Piano di Rilancio delle Periferie con i programmi finanziari disponibili per far ripartire la vita sociale ed economica della città di Reggio, attualmente immobile e depressa, perché priva di un chiaro disegno di sviluppo della propria identità. Reggio città turistica deve sganciarsi dalla visione del lungomare come unico attrattore centrale ed approcciare una prospettiva multicentrica partendo dalle nostre splendide periferie, Pellaro a sud e Catona a nord. È qui la svolta provateci“.

Francesco D’Amato

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