Lettera a Reggio Calabria

venerdì 08 gennaio 2016
19:27
Auguri Calabria - Lungomare di Reggio - Foto Enrico Palermo

“Sei tu la mia città”, si sei proprio tu la mia città. Quella in cui sono cresciuta, dove ho passato i giorni peggiori e i migliori della mia vita, gli anni migliori della mia vita. Dove ho fatto tutte le mie esperienze, dove ho conosciuto persone che rimarranno per sempre nel mio cuore e persone che forse avrei preferito non conoscere, la città che ha contribuito a formare la persona che sono oggi, con difetti e pregi. Sei la città che ho amato, che amo e che amerò sempre, che rimarrà per sempre nel mio cuore, che mi farà sempre scendere una lacrima quando sarò lontana, l’unica che mi farà sentire nostalgia del mare, del panorama, del clima, degli amici, dei luoghi di sempre, della quasi perenne spensieratezza, del periodo passato a scuola, dei profumi (e qualche volta anche puzza), del dialetto, dei cibi tipici, delle persone e del loro modo di fare che adoro con tutta me stessa. Avrai anche i tuoi difetti e non si può negare, ma tutto e tutti li hanno e sono convinta che un giorno riuscirai a diventare un posto migliore e finalmente essere apprezzata in tutta la tua bellezza.
Poi magari non sarà al primo posto delle classifiche, non sarà perfettamente pulita, non avrà strade perfettamente asfaltate, avrà pure le macchine parcheggiate in seconda e tripla fila, avrà tante strutture rimaste incomplete per anni, avrà tantissimi difetti assurdi che a volte vien da ridere solo a pensarci. Ma Reggio, la mia Reggio, è tutto questo. Sarà follia, qualcuno potrà definirla anche ignoranza, ma io la amo così com’è e nessuno riuscirà mai a farmi cambiare idea. Non mi vergogno di dire che amo la mia città, non mi vergogno del mio accento e non cercherò mai di modificarlo per nascondermi da coloro che criticano il Sud, dico fieramente di essere calabrese e ritengo sia da stupidi rinnegare le proprie origini. Ho visitato tanti luoghi, in Italia e all’estero ma l’emozione intensa che mi provoca ogni volta tornare qui, non è mai riuscito nessun altro luogo a darmela, anche perché la bellezza non è sinonimo di perfezione.
E poi si sa, casa è sempre casa. Ed è per questo che non sarà mai un addio ma sempre e solo un arrivederci. Ogni piccola parte di te, ogni muro, ogni scritta, angolo o strada, ogni tramonto, ogni imperfezione è impressa nei miei occhi e nei miei ricordi e si, non sarai perfetta ma tanto l’amore è cieco!”

Giulia Robustelli

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