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Pepè Canale, una meteora del ciclismo calabrese

Riceviamo e Pubblichiamo

Canale “Pepè” Giuseppe Reggio Calabria, 26.5.1934-22.7.1982
Oltre ad essere un passista d’eccezione ha un temibile spunto in volata: 102 vittorie. Comincia a

pedalare per…Bruno Laganà. Giovane studente, nel primo dopoguerra Bruno (sarà padre di Lucio e nonno di Marco e Luca, cestisti di valore) percorre giornalmente in bicicletta la distanza Reggio-Cataforio (è’ uno dei pochi fortunati, gli altri la fanno a piedi). Un giorno si ferma a casa Canale, che è fattore del padre, e che lo invita a salire a Cataforio con il suo carrozzino. Bruno
non vuole, non si vuole separare dalla sua bicicletta, infine accetta. E così nei giorni seguenti. Un giorno Bruno si accorge che la sua bicicletta non luccica come prima, chiama “Pepè e lo diffida. Poi, avvertita la 14passione del ragazzo, gli permette di usarla, dopo molte raccomandazioni.  A sedici anni prende parte alla sua prima gara, per “non tesserati”, e vince. Nello stesso anno riesce a superare la resistenza del padre che lo vorrebbe accanto per gestire l’azienda familiare, si
tessera per il Centro Sportivo Italiano, quindi con il “Pedale Reggino”. E’ primo in tre corse. L’anno dopo, con la “Serse Coppi” di Cataforio ottiene nove vittorie. Nel 1952, torna tra le…braccia di Francesco Galano, al “Velo Club Reggino”. E’ otto volte vincitore, è campione calabrese allievi su strada. Nel 1953 una sola vittoria. Nell’anno successivo miete successi anche tra i “puri”, ovvero dilettanti, :dieci vittorie, in Calabria, in Sicilia, nel Gran Premio Industria e Commercio, in Lombardia (88 partiti, trenta classificati). E’, dopo tre prove, è campione calabrese dilettanti su strada. Come è…consuetudine, ma pure bene che sia così, nel 1955 Canale diventa “niguardese di Reggio Calabria” : è tesserato dalla S.C. Niguardese, di Niguarda (Milano). Festeggia il primo maggio  vincendo  il  IV  G.P.  “Gerbi” (Milano-Asti), torna a casa e vince i circuiti di Lazzaro e dell’Itria; poi a Varese, per vincere il G.P. “De Giovannello”. Il “Corriere dello Sport” titola: “Straripa nel Varesotto un Canale travolgente”. L’anno dopo torna a pedalare per il “Velo Club Reggino” e colleziona altre otto vittorie; a Cosenza indossa nuovamente la maglia rosso verde di campione calabrese dilettanti su strada, conquistata in tre prove. Ora nel cuore dei reggini c’è Pepè Canale, accanto a Natale Nobile, l’idolo degli anni trenta. Vorrebbero averlo sempre sottocchio, per osannare al vincitore, ma come i genitori meridionali lasciano che i figli vadano al Nord per un futuro migliore, i tifosi accettano che il loro idolo vada in …Padania. Il 22 giugno 1958 partecipa al G.P. Alemagna, fa impre ssione al direttore tecnico Giovanni Proietti “per la pedalata facile. Quel ragazzo si farà onore”. Proietti è il selezionatore della squadra azzurra dilettanti, per la quale ha pronte tre prove indicative, la prima il 29 giugno a Valeggio sul Mincio. A 50 chilometri dal traguardo “Canale parte come una schioppettata, gli resiste un solo concorrente, poi con un guizzo irresistibile si aggiudica la gara”. Il 7 luglio 1958, il CT convoca Canale e gli altri azzurrabili per la III prova indicativa per il Campionato del Mondo Dilettanti
su Strada, sei giorni dopo a Lugo di Romagna. Non so che cosa fa Canale, ma a Reims non va. (Sono vivaci le proteste dei reggini per l’esclusione). Spunta l’”intramontabile” Gino Bartali, “Ginettaccio”, che organizza delle selezioni per costituire una squadra con i migliori dilettanti d’Italia, la “San Pellegrino Sport”. Il 1959, anno da ricordare. Pepè Canale è tra i professionisti, 29° al traguardo del XX Giro Ciclistico della Provincia di Reggio, primo nella Trapani-Palermo,
sesta ed ultima tappa del XVI Giro di Sicilia. “E’ una vittoria tutta nostra quella di Canale, un successo che ci esalta e non solo perché Pepè Canale è un atleta
caro al cuore di tutti gli sportivi meridionali…”. Parte la carovana del 42° Giro d’Italia e con essa gli entusiasmi, le speranze ed i sogni dei tifosi reggini. Invece, in agguato è la sorte malandrina, è la sindrome di “Ski e Dregher”, male lento e inesorabile, che atrofizza gli arti, che nella tappa Vasto-Napoli costringe Canale al ritiro.
Sono uno dei tanti che va in pellegrinaggio a casa sua, il campione, ritratto della salute, lentamente si spegne. Il G.S. “Cicli Jiriti”  organizza per anni il Trofeo “Pepè Canale”, per ricordare lo sfortunato atleta e le sue prodezze.
A cura del Sig. Pasquale Nucara cui va il mio, e della famiglia Canale tutta, più affettuoso ringraziamento per la paziente, e meticolosa, testimonianza.

Giuseppe Daniele Canale

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