• Home / RUBRICHE / Calabresi lontani da casa / Storie di calabresi lontani da casa – Sergio Ruffolo
    sergio ruffolo

    Storie di calabresi lontani da casa – Sergio Ruffolo

    di Damiano Praticò – Sergio Ruffolo è stato uno dei grandi innovatori della grafica italiana. Nato a Cosenza il primo gennaio 1916, si trasferisce a Roma dove intraprende gli studi

    di giurisprudenza per laurearsi nel 1947. Durante la Seconda guerra mondiale, è sottotenente nel 31° Guastatori in Africa settentrionale. Nel periodo della Resistenza, entra nelle formazioni militari partigiane e viene arrestato, insieme al fratello Nicola, per la contraffazione di documenti rilasciati ai perseguitati politici. E’ prima condotto alla pensione Jaccarino in via Romagna a Roma, nelle mani dei fascisti della Banda Koch, poi nelle carceri della Gestapo di Herbert Kappler in via Tasso. Fu liberato il giorno dell’arrivo delle truppe alleate nella Capitale, il 4 giugno del 1944. Il primo compito di rilievo nel campo della comunicazione visiva è del 1948 con la progettazione grafica della rivista della Federazione dei giovani socialisti, Rivoluzione socialista. Nel 1960 cura la revisione grafica della rivista del Gruppo Iri Civiltà delle Macchine. Nello stesso anno, Enrico Mattei lo chiama a realizzare le campagne pubblicitarie dell’Agip. Nel 1965 lavora al progetto di revisione grafica di Video, rivista della Rai. Nel 1967 partecipa a Londra alla mostra collettiva Today’s Italian Graphic Design. Inizia a dipingere con una certa assiduità, alternando soggetti equestri a paesaggi, il tutto ambientato nel Medioevo e nel Rinascimento. Fra il 1967 e il 1970 realizza alcune campagne per il Ministero dei lavori pubblici – Ispettorato generale circolazione e traffico sul tema della sicurezza stradale e utilizza come testimonial numerose figure di animali. Nel 1971 e nel 1975 l’Eni si avvalse di Sergio Ruffolo, che disegnò tre diversi mazzi di carte da gioco. Dal 1970 al 1972 lavora sulle campagne di propaganda del Partito Socialista Italiano. Realizza per la Rai numerose sigle di programmi per le tre reti; tra le più famose: la Pubblicità Sacis, A come agricoltura, nel 1980 Mixer e nel 1983 la sigla del Tg3. Negli anni Settanta e Ottanta lavora alla progettazione o alla ristrutturazione di quotidiani e periodici, regionali e nazionali: Il Giorno in Lombardia (nel 1970 e nel 1976), Il Giornale di Calabria, Il Mattino di Napoli, Mondoperaio, il mensile del Psi. Del 1975 è il progetto per la Repubblica, voluta da Eugenio Scalfari, a cui seguiranno seguiranno Porti Mare Territorio, L’Europeo e La Voce di Napoli. Nel biennio 1980-1981 si dedica alla progettazione delle tre ‘Gazzette’: di Mantova, di Modena e di Reggio. Del 1982 sono i progetti per La Nazione di Firenze e il Resto del Carlino di Bologna, ai quali seguiranno quelli per Crocodile 1983, Reporter 1984, l’Adige di Trento 1984-1985. Le sue esperienze di grafico dei quotidiani sono raccontate nel volume Vestire i giornali (1982), vincitore del Premio letterario Tevere 1986 per la saggistica e l’immagine. Si spegne a Tivoli il 26 dicembre 1989.