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Storie di calabresi lontani da casa – Mauro Zarate

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di Damiano Praticò –
Era il 20 maggio 2009, mercoledì sera, quando Mauro Zarate diede una lezione cocente alla Reggina.

Nel penultimo turno di campionato, la squadra di Nevio Orlandi sapeva di giocarsi il tutto per tutto all’Olimpico per mantenere la massima serie. E quel tutto poteva anche non bastare se il Torino, quattro giorni dopo, avesse vinto in casa contro il Genoa.Infatti, nulla bastò.

La squadra di Cozza, Brienza, Carmona, Puggioni e Barreto – vecchie glorie della Reggina – fu battuta per uno a zero dalla Lazio. Gli amaranto erano matematicamente in Serie B. A siglare la rete della disfatta, fu proprio lui: Mauro Zarate, con un diagonale destro che fece secco il povero Puggioni.

Oggi, Mauro Zarate – dopo aspri conflitti con la Lazio e addirittura una causa per mobbing intentata contro il club biancoceleste – è tornato in Argentina a militare tra le fila del Velez Sarsfield, la sua prima squadra. Nato a Buenos Aires il 18 marzo 1987, “Maurito” è figlio di una stirpe di calciatori: suo nonno giocava a calcio; suo padre, Sergio, militò nell’Independiente. Tre dei fratelli di Mauro, come lui, hanno intrapreso la strada del calcio professionistico. Sua madre emigrò in Argentina negli Anni Cinquanta: era nata a Vena di Maida, in provincia di Catanzaro.

Mauro comincia la sua carriera nelle giovanili del Velez e, spesso, a 17 anni, viene già convocato in prima squadra. Il salto di qualità avviene nel 2006 quando, titolare fisso, mette a segno ben 22 reti in 75 partite. Nel 2007, viene acquistato per 20 milioni di euro dal club qatariano Al-Sadd, ma tale esperienza si rivelerà un vero e proprio fallimento. E così, a inizio 2008, va in prestito al Birmingham realizzando 4 goal in 14 partite, non sufficienti per far mantenere la Premier League alla squadra inglese.

Il 9 luglio 2008 viene ingaggiato dalla Lazio. L’esordio è prorompente: doppietta contro il Cagliari (31 agosto, Cagliari- Lazio 1-4). A fine anno, vince la Coppa Italia contro la Sampdoria e realizza complessivamente 16 reti in 41 presenze, miglior marcatore della Lazio in stagione. Durante la seconda stagione nel club biancoceleste, vince la Supercoppa italiana battendo l’Inter per 2 a 1. Quell’anno, le cose non vanno bene per la Lazio e Zarate ne risente: segnerà solo 3 reti in 31 partite. La terza stagione segna l’inizio degli screzi tra lui e l’allenatore Edy Reja. I nervi non sono molto saldi e Zarate viene espulso per rissa in Bologna-Lazio dovendo poi scontare due turni di squalifica. A fine stagione, il bottino non è poi così magro come l’anno precedente: 9 reti e 8 assist in 35 presenze. Per la stagione 2011-12, passa in prestito all’Inter. Una clausola del contratto gli consente di ricevere 15mila euro per ogni assist. Non basterà: la stagione risulta un vero e proprio disastro. Torna alla Lazio e, non accettando la convocazione per la partita Lazio-Inter del 15 dicembre 2012, viene messo fuori rosa. E’ la fine della sua stagione 2012-13 con la Lazio: il baratro.

Dopo vari scontri in sede giudiziaria con il club di Lotito, accusato di mobbing da parte di Zarate – il quale perde poi la causa non sussistendo mobbing nei suoi confronti (luglio 2013) – il calciatore torna al Velez nell’agosto scorso.

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